Wikileaks ha fatto causa a Visa e Mastercard perché queste due società, da un certo momento in poi, avevano deciso d’interrompere le donazioni al sito di Wikileaks. Il tribunale però non è d’accordo con l’interruzione del servizio. 

Le società di carte di credito americane, Visa e Mastercard, avevano interrotto i pagamenti e le donazioni che gli utenti devolvevano a Wikileaks, il sito di Julian Assange. Il blocco era stato deciso a dicembre del 2010. Dopo quasi due anni i porporati islandesi si sono pronunciati.

Il giudice del tribunale di Reykjavik ha deciso che Visa e Mastercard devono far riprendere le donazioni entro due settimane. La notizia è stata immediatamente replicata dal Washington Post. Entro 15 giorni, dunque, Wikileaks tornerà a ricevere il sostegno economico dei suoi fan tramite la società Valitor.

Si tratta del partner locale di Visa e Mastercard. Il tribunale ha scoraggiato ogni temporeggiamento spiegando che se la società DataCell non ripristinerà entro il tempo stabilito, il flusso di denaro, allora ci potrà essere una multa a Visa e Mastercard di 5000 dollari al giorno.

Il legale della DataCell ha commentato la notizia con una punta d’amarezza ricordando che si tratta di un “buon giorno per la libertà d’espressione”. Ogni ricorso futuro, dunque, non sarà fatto per motivi legali ma per motivi politici.