I videogiochi attirano un gran numero di adolescenti ma spesso i contenuti proposti, sebbene siano lontani dalla pornografia, possono urtare la sensibilità dei giocatori per la portata sanguinolenta. In Australia è arrivato il bollino che indica i videogiochi più cruenti ma si teme la censura.

I gamer che abitano in Australia hanno vissuto due giorni fa un momento di grande gioia quando è stata definita la sigla R 18+ per indicare i giochi riferiti ad un pubblico di maggiorenni (nel senso italiano del termine). L’annuncio è stato dato dal ministro della giustizia Jason Clare che ha preso atto delle oltre 60 mila firme raccolte e del dibattito scatenato sull’argomento.

In pratica la legge è stata discussa nel Parlamento federale australiano ed è stata votata l’introduzione della dicitura over 18 per i video giochi, un po’ com’era già avvenuto per i prodotti cinematografici. Adesso però sorgono i problemi riguardanti lo standard internazionale.

Il timore è che non si riesca ad impedire ai ragazzi minorenni di visionare e giocare con certi tipo di videogame ma soprattutto si teme che non ci sia uniformità nell’adozione delle regole definite in Australia a livello internazionale.

Sicuramente l’etichetta R 18+ che sostituisce la precedente R 15+, è uno strumento utile per genitori e figli.