Ci siamo quasi: Google ha voluto mostrare un esempio di videochiamata tra Firefox e Chrome via WebRTC. La tecnologia open source per la comunicazione in tempo reale è stata adottata da entrambi i browser, è diventata uno standard del W3C e utilizza lo stesso codec di Skype sull’audio. La breve dimostrazione pubblicata su YouTube è, in sostanza, un ampliamento del sistema degli Hangout di Google+ a qualunque individuo possa accedere al web. Poco più di due mesi fa ho introdotto un’applicazione che permetteva altrettanto, Bistri.

Firefox 21 e Chrome 25 potranno avviare delle videochiamate fra loro: molto presto, grazie al contributo del W3C, s’aggiungeranno altri browser come Opera e Safari. WebRTC è un protocollo, quindi servono delle applicazioni dedicate per poterlo utilizzare. Microsoft, nella circostanza, potrebbe escluderne il supporto su Internet Explorer e tornare agli anni ’90 perché la diffusione di WebRTC sarebbe un limite alla grande popolarità acquisita da Skype. E, al contempo, è un enorme vantaggio per la trasparenza dei dati degli utenti.

Quanto alle applicazioni già disponibili, oltre a Bistri è possibile provare AppRTC che è stata sviluppata da Google e Mozilla. Il codice sorgente permette ai programmatori d’integrare le videochiamate in JavaScript: un aspetto che continuo a non comprendere è nell’implementazione. Se WebRTC è uno standard perché Chrome e Firefox devono utilizzare delle Application Programming Interface (API) differenti? Gli utenti non lo noteranno, però i designer devono integrare dei prefissi diversi come quelli previsti dai CSS sui siti web.