VEVO, la piattaforma dei video musicali che ha avuto successo grazie a YouTube, è tanto stimata dagli artisti perché paga le royalty molto più dei concorrenti: parola di Rio Caraeff, presidente del social network, intervenuto mercoledì alla IGNITION 2012 di New York. VEVO ha pagato $200 milioni in diritti, dalla fondazione del 2009 al 2011, e nel 2012 la cifra dovrebbe superare il totale dei due anni passati. Il calcolo riguarda le royalty incassate direttamente dai musicisti e non quelle riservate alle etichette discografiche.

L’operazione è possibile perché la stessa VEVO è finanziata da major del calibro di EMI, Sony Music Entertainment e Universal Music Group. Gli introiti pubblicitari del portale, che propone gratuitamente i video musicali, sono già delle etichette. La soddisfazione economica d’artisti e gruppi garantisce a VEVO i contenuti più esclusivi: una possibilità sconosciuta a Pandora, la popolare web radio statunitense in streaming, che è stata accusata da un gruppo d’autori di non pagare a sufficienza i diritti dei musicisti in scaletta.

Molti degli autori presenti su Pandora sono iscritti a SoundExchange che trattiene il 45% dei diritti dovuti. Mentre Pandora deve suddividere le royalty fra artisti ed etichette, VEVO può permettersi di pagarle soltanto ai musicisti: parliamo esclusivamente della situazione negli Stati Uniti, perché la piattaforma è arrivata in Europa e in Italia appena nella prima metà di novembre. L’utilizzo di materiali protetti dal copyright è una questione complessa, specie nel nostro Paese, e affidarsi alle major sembra l’unica soluzione.

Photo Credit: Dave Getzschman via Photo Pin (CC)