Megaupload ha chiuso i battenti dopo un’indagine dell’FBI e i suoi fondatori sono anche finiti dietro le sbarre. Subito dopo questo episodio si è attivato in rete un gruppo di attivisti per recuperare i file leciti caricati sui database di Megaupload ma la storia non è ancora finita. Megaupload è sempre al centro del dibattito, stavolta fa storia l’alterco del signor ValCom contro il cyberlocker Kim Dotcom.

Il precedente è semplice: se Dotcom è stato arrestato dall’FBI perché sul suo sito sono presenti dei file illeciti che violano l’attuale normativa sul diritto d’autore, vuol dire che il reato è stato accertato. Quindi le aziende che producono file successivamente piratati e disponibili su Megaupload, possono battere cassa ai fondatori della piattaforma.

Grosso modo è successo con l’azienda ValCom che dal lontano 1983 si è dedicata nella sua attività a diffondere prodotti per l’entertainment, per la televisione e per il cinema. Successivamente c’è stata la specializzazione sulla musica d’ambiente tipica delle sale d’attesa e degli istituti pubblici.

L’accusa di ValCom contro Megaupload è di non aver contrastato abbastanza il caricamento di file coperti da diritto d’autore e di proprietà della ValCom. Quest’ultima, dalla querelle giudiziaria potrebbe ricavare una cifra che oscilla dai 750 ai 150 mila dollari.