In India e precisamente a Bangalore, esiste un’equivalente della Sylicon Valley in cui sono all’ordine del giorno invenzioni e proposte da immettere sul mercato delle nuove tecnologie. I prodotti del subcontinente, però, sono anche economici.Il risparmio è un imperativo nel Subcontinente indiano dove gran parte della popolazione vive in condizioni di povertà. In questo scenario ha trovato comunque spazio la tecnologia che spesso è riuscita a migliorare le condizioni di vita della gente.

Si pensi soltanto al Simputer, pensato per le zone rurali dell’India e sviluppato intorno al 2003-2004. Dopo pochi anni è la volta di un altro prodotto low cost: Aakash. È il primo tablet economico, venduto al prezzo di 26 euro.

Anche in questo caso come per il Simputer, il progetto nasce allo scopo di ridurre il divario tecnologico tra i vari strati della popolazione, ma potrà essere usato anche nelle scuole. Un modo come un altro per aiutare ma anche per indurre i giovani a scoprire la navigazione in internet.

Il governo indiano ha creduto nell’Aakash e ha fatto in modo che ne fossero distribuiti circa 10 mila pezzi tra gli studenti. Per tutti gli altri ragazzi che restano fuori dalla promozione, il device costerà 26 euro che equivalgono a circa 1750 rupie.

Ne esiste anche una versione per le aziende e i negozi che sarà venduta ad un prezzo leggermente più elevato: 45 euro.