La vacanza è uno di quei rari momenti dell’anno in cui ci è concesso rilassarci, svagarci e recuperare le energie. Il metodo migliore per raggiungere questi obbiettivi è accantonare la routine che ci accompagna tutti i giorni e riempire il nostro tempo con attività diverse.
Tra le cose che facciamo quotidianamente – fonte di stress da eliminare durante questi preziosi giorni – oltre al lavoro e/o lo studio c’è anche l’uso della tecnologia sotto forma di PC, videogames, cellulari e tablet.
Almeno durante le tanto agogniate vacanze converrebbe non portarsi dietro l’armamentario tecnologico che – oltre a tenerci legati alle abitudini dei giorni lavorativi – risulta assolutamente inutile (se non dannoso) sia se decidiamo di passare il nostro tempo libero al mare, in montagna o in una città d’arte:

Spiaggia.
Resistiamo alla tentazione di portare con noi sulla spiaggia qualcosa di più complicato di un lettore mp3 o di un libro: vietati notebook ed iPad. I portatili per una semplice, banale, ragione: ci fanno apparire meno rimorchiabili alla fauna della spiaggia di 47 rotoli di ciccia nel girovita. L’iPad è certamente più giovane come dispositivo, ma per non lasciarlo incustodito sull’asciugamano rinunceremo a fare il bagno, restando così sotto il sole fino a disidratarci come una mummia. Inoltre il dispositivo è di alluminio: esposto ai raggi solari diventerebbe incandescente in pochi minuti, marchiandoci a fuoco il palmo della mano con una mela morsicata.

Montagna.
I boschi e le cime più o meno impervie ci offrono un paesaggio il più possibile vicino alla terra senza la presenza dell’uomo. E del segnale telefonico, visto che quasi sempre non c’è campo: portarsi tablet o portatili nello zaino è solo appesantirsi con un’inutile zavorra che quando si devono fare 15 km in salita è sempre una pessima idea. Sentite la mancanza di Google Maps ed del GPS per orientarvi? Quando si è in escursione per paesi di montagna, non c’è applicazione migliore per trovare scorci meravigliosi, sentieri fiabeschi e trattorie dove si mangia divinamente a prezzi ridicoli che affidarsi all‘autoctono del luogo. Questi, specie se è il classico signore sulla settantina, ci fornirà volentieri più informazioni utili sul luogo di Tripadvisor e Wikipedia messi assieme.

Città d’arte.
Le città italiane sono dei musei a cielo aperto: basta passeggiare tra le strade per imbattersi in opere immortali di qualche artista che ha scolpito per sempre il suo nome nella storia. E – puntualmente – trovarsi davanti qualche turista che, alzato sopra la testa il tablet come Mosè con le Tavole della Legge, ci nega la visione del capolavoro di cui sopra per scattare una foto. Che tra le altre cose verrà – per i limiti dell’ottica di questi dispositivi – non nitida abbastanza da rendere giustizia all’artista che con tanta fatica l’ha creata. Voi, se decidete di trascorrere le vostre vacanze in una città ricca di opere d’arte e di musei, lasciate a casa l’iPad e portatevi solo una buona macchina fotografica.

Certo, non si può rinunciare a tutta la tecnologia nemmeno quando si ha qualche giorno per svagarsi: il cellulare, ad esempio, anche solo per una questione di sicurezza dovremo per forza averlo con noi. Però vi consiglio, prima della partenza, di disinstallare Instagram, che di foto di gambe sulla spiaggia e di gente che finge di reggere la Torre di Pisa è già pieno il web.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

photo credit: blavandmaster via photopin cc