Agli stranieri che vogliono entrare in America senza un regolare visto di immigrazione, come i turisti per esempio, potrebbe essere richiesto di consegnare alcune informazioni sui loro account dei social network come Facebook, Twitter e Instagram. Questa richiesta è un “optional” ma i funzionari americani potrebbero richiedere alle persone questo genere di informazioni. L’obiettivo di questa novità è quello di individuare eventuali potenziali minacce di natura terroristica per il paese, una mossa studiata per aggirare la riluttanza dei giganti del web di fornire informazioni sui loro iscritti.

La richiesta potrà essere fatta solamente a tutti coloro che arrivano all’interno del programma “Electronic System for Travel Authorization” (ESTA). Trattasi di un programma per i viaggiatori privi di visto sviluppato dal governo americano con lo scopo di esaminare i viaggiatori intenzionati a recarsi nel paese prima di concedere l’autorizzazione ad entrare. L’autorizzazione ESTA va ottenuta prima di salire a bordo del mezzo che condurrà i viaggiatori in America. La richiesta va presentata online. L’autorizzazione ESTA deve essere ottenuta almeno 72 ore prima dell’inizio del viaggio e consente una permanenza nel paese senza visto sino ad un massimo di 90 giorni. Sostanzialmente è lo strumento che la maggiore parte dei turisti utilizza per entrare in America.

La novità è operativa da martedì scorso e la richiesta sarà eventualmente formalizzata all’arrivo delle persone sul suolo americano. Non è chiaro se le informazioni ottenute possano essere utilizzate immediatamente per bloccare l’accesso alle persone, tuttavia lo scopo è quello di individuare le persone che possono avere legami con il terrorismo. In ogni caso, l’accesso al paese non potrà essere rifiutato se le persone negheranno di dare i loro dati dei social network.

Questa nuova policy americana, prevedibilmente, ha fatto andare su tutte le furie gli attivisti per i diritti e molti colossi high tech. Grande preoccupazione, infatti, era stata espressa già la scorsa estate quando fu presentata questa proposta. Si teme, infatti, per la libertà di espressione e per la privacy. Non è chiaro, infatti, come questi dati saranno collezionati e poi utilizzati.

Inoltre, sebbene la cessione dei dati suoi propri account sia volontaria molti paventano il rischio che le persone siano spinte a farlo per evitare di passare eventuali problemi con le autorità americane che potrebbero giudicare questa scelta come una mossa sospetta. Da capire, inoltre, come potrebbero essere valutati i contenuti degli account, cioè se chi li valuterà saprà distinguere uno scherzo da una situazione ben differente.

Si teme, inoltre, che questa scelta possa essere in futuro copiata anche da altri paesi.