L’utilizzo dei Social Network in tutto il mondo è diventato un vero e proprio boom tanto da attirare fasce di utenti di ogni età. Connessi al pc o dagli smartphone a qualsiasi ora del giorno, gli internauti spesso abusano dei social e dei diversi canali web: grazie alla tecnologia mobile, infatti, oggi è possibile rimanere costantemente connessi a internet, con la facoltà di poter controllare il nostro profilo Facebook in qualsiasi momento, caricare su Instagram un’immagine anche nel posto più sperduto del mondo o condividere su Twitter i nostri 140 caratteri di pensiero personale. Ma a volte il troppo stroppia, specialmente se i dati riguardanti i fruitori di internet e, più nello specifico, di Social Network, evidenziano delle anomalie troppo allarmanti che riguardano i giovani. Secondo una ricerca effettuata dal SIP (Società Italiana di Pediatria), infatti, ben 8 teenagers su 10 sarebbero connessi tutti i giorni a internet attraverso il proprio smartphone.

Lo studio è stato condotto su un campione nazionale rappresentativo di 2107 studenti frequentanti la terza media inferiore, indagine che registra ininterrottamente da sei anni un incremento esponenziale dell’uso di internet tra gli adolescenti. Nel 2008 solo il 42% del campione utilizzava internet tutti i giorni contro l’attuale 81%: un aumento di percentuale davvero vertiginoso che evidenzia come quella del nuovo millennio sia diventata la generazione dei “like” che passa la maggior parte del suo tempo a dividersi tra Facebook, Twitter, Instagram e WhatsApp.

Dall’indagine emerge inoltre che i ragazzi tra i 13 e i 14 anni siano connessi ad internet dalla mattina alla sera, utilizzando lo smartphone spesso fino a notte inoltrata. Il 56,6% continua a navigare e chattare anche dopo l’ora di cena e nel 40% fino a prima di addormentarsi. “I social network non vanno demonizzati, perché hanno anche aspetti di grande utilità e socializzazione. Il problema come sempre è l’abuso”, spiega Giovanni Corsello, presidente della SIP, sottolineando che una delle possibili strade da intraprendere per tenere sotto controllo il comportamento dei più giovani siano “il dialogo, l’ascolto, l’etica comportamentale che noi adulti di riferimento abbiamo insegnato ai figli. I quali prima di essere adolescenti sono stati bambini”.

Ecco tutti i dati rivelati dalla SIP: “Il 75% del campione ha un profilo sul social inventato da Mark Zuckerberg, in passato meta agognata di molti adolescenti oggi vetrina rassicurante per quei genitori che credono di tenere sotto i controllo i figli, grazie alla conquistata amicizia. Nel frattempo, un po’ come la lepre che corre sempre più veloce, l’81% degli adolescenti è sbarcato su WhatsApp, che non è solo uno strumento di messaggistica, ma può essere utilizzato a tutti gli effetti come un potente “social”; il 42% su Instagram, vetrina di foto ad alto tasso di esibizionismo; il 30% dei maschi e il 37% delle femmine (percentuali in velocissima ascesa) su ASK, dove la possibilità di comunicare sotto anonimato lo ha reso teatro di numerosi casi di cyberbullismo con esiti drammatici; il 23% su Twitter, social meno gettonato tra i giovanissimi“.

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