Internet potrebbe subire un altro attacco alla libertà d’espressione: martedì prossimo, infatti, l’Unione Europea tornerà a votare una proposta di legge che risale al dicembre del 2012. Il parlamento vorrebbe censurare i contenuti pornografici da tutti i medium, incluso il web. L’iniziativa rientra nel programma per combattere i pregiudizi sessuali… argomentazione pretestuosa, considerando che il pregiudizio è proprio uno degli aspetti estranei ai contenuti per adulti accessibili su internet. È un classico espediente mediatico.

Non voglio buttarla in politica, ma all’indomani del suicidio del funzionario di MPS è evidente che la pornografia sia l’ultimo dei problemi di un’Europa al tracollo economico. Rickard Falkvinge, fondatore del Piratpartiet svedese, ha spiegato tutti i dettagli della proposta in discussione: un organismo sovranazionale di censura del sesso sui medium. Insomma, l’Unione Europea vuole bandire i pregiudizi di genere dal Continente. Personalmente, non sono affatto sicuro che colpire i contenuti per adulti sia la scelta più opportuna.

Il messaggio è chiarissimo: Google ha censurato le ricerche sulla pornografia, Facebook ha dovuto fare altrettanto con Graph Search e Vine s’è subito distinta come app favorevole allo scambio di filmati sessuali. I contenuti per adulti costituiscono la maggioranza delle condivisioni sul web e, finché ritraggono adulti consenzienti, non sono dannosi. L’Unione Europea, però, anziché concentrarsi sulla prevenzione della pedofilia preferisce colpire indiscriminatamente la fruizione della pornografia. Non importa l’età degli utenti.

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