Questa settimana, per la mini-rubrica dedicata a Ubuntu, affrontiamo il tema della produttività: ovviamente non è possibile installare Office, però l’assenza del programma di Microsoft non è un problema. LibreOffice – del quale parliamo spesso – è un’alternativa immediata ed efficace che gestisce le stesse estensioni, benché sia stata concepita per OpenDocument Format (ODF). Writer, Calc e Impress sostituiscono Word, Excel e Impress garantendo più o meno le stesse prestazioni. L’unica difficoltà potrebbe insorgere con le macro.

Un difetto che ho sempre riscontrato, aprendo i documenti di Microsoft da LibreOffice su Ubuntu, riguarda la gestione degli script: un utilizzo intensivo delle macro può restituire degli errori — modificando i file con programmi di terze parti. La stessa difficoltà riguarda Quickoffice e Google Drive, a prescindere dal sistema operativo, e non è imputabile a The Document Foundation (TDF) o LibreOffice. Il problema, in termini estremamente semplici, è stato causato da Microsoft. Per tutto il resto, LibreOffice funziona benissimo!

Indubbiamente, è necessario abituarsi alla diversa posizione dei pulsanti e dei menù: le funzionalità sono identiche a quelle di qualunque altra suite. Potete scegliere di salvare i documenti in ODF, oppure mantenere le estensioni di Microsoft — senza subire delle perdite di qualità, nella seconda ipotesi. LibreOffice è disponibile anche su Windows o Mac OS X e su Ubuntu l’interfaccia-utente non è dissimile da quella prevista per gli altri sistemi operativi, a eccezione delle decorazioni delle finestre. È installato in default.