Marco Gherardi ha guidato uno studio sull’evoluzione che paragona la crescita delle masse dei mammiferi ai pacchetti di Ubuntu, la popolare distribuzione di Linux. Cos’hanno in comune il software libero e gli animali? Due leggi che determinano lo sviluppo, stando alla ricerca che l’Università degli Studi di Milano ha pubblicato sullo PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) statunitense. La fisica dei sistemi complessi può spiegare entrambi i fenomeni che riguardano le taglie con le medesime equazioni matematiche.

In pratica, la squadra di Gherardi è riuscita a individuare delle analogie che permetteranno – osservando la “crescita” delle dimensioni in byte dei pacchetti di Ubuntu – uno studio più approfondito dell’aumento delle masse dei mammiferi, che è molto difficile soprattutto sulle specie estinte. Ecco perché dei fisici hanno iniziato a studiare lo sviluppo di Linux… e i risultati hanno ottenuto una rilevanza mondiale nella comunità scientifica. Oltre tremila pacchetti osservati rispettano le stesse leggi matematiche degli elefanti.

Sì, perché le masse corporee degli animali subiscono dei cambiamenti moltiplicativi esattamente come i componenti di Linux. Grazie agli algoritmi computati, i ricercatori possono predire quali pacchetti aumenteranno di cinque megabyte in altrettanti anni: è curioso che l’analisi abbia riguardato proprio Ubuntu, che mutua i nomi in codice dei rilasci dagli animali. Purtroppo, la versione 6.10 – Edgy Eft, rilasciata nell’ottobre del 2006 – non è stata dedicata agli elefanti, ma a un rettile e chissà cosa scoprirebbero sul kernel.