Ubuntu Edge è – per così dire – un fallimento di successo: a cinque giorni dal termine della raccolta fondi, lo smartphone ha ricevuto oltre $10 milioni e superato il finanziamento da record di Pebble. Purtroppo, ne servono $32 per avviare la produzione ed è improbabile che Canonical raggiunga l’obiettivo. Tutti i finanziatori saranno rimborsati. Durante la campagna, il traguardo è stato ridotto da $50 milioni… ma non è bastato. Produrre uno smartphone è decisamente al di sopra delle possibilità economiche di Mark Shuttleworth.

Peccato, perché – sebbene avessi delle perplessità sull’elevato prezzo al pubblico – Ubuntu Edge sarebbe stato un ottimo device. Il dual-boot con Android e la possibilità di trasformarlo in un desktop completo sono delle caratteristiche che giustificano un costo fra i $650 e gli $800, però Canonical non è un produttore di hardware e addirittura raggiungendo l’obiettivo non avrei dato per scontata la produzione dello smartphone. Aziende come Samsung investono e fatturano nell’ordine dei miliardi di dollari, non certo dei milioni.

Lo smartphone non sarà mai prodotto, però il sistema operativo continua a evolversi: Canonical concentrerà gli sforzi sul porting di Ubuntu Phone per i dispositivi di terze parti. Un domani, non mi dispiacerebbe provarlo sul Nexus 4 — già elencato tra i dispositivi compatibili. In ottobre la distribuzione sarà comunque “rivoluzionata” con una convergenza fra desktop e mobile, migliorando l’omogeneità delle diverse interfacce-utente. Mi domando se Canonical abbia in serbo un’opzione di riserva, dopo il fallimento di Ubuntu Edge.