Ieri è stata rilasciata Ubuntu 13.10 (Saucy Salmander) e, ammettiamolo, l’aggiornamento ha un po’ deluso: le novità che avrebbero dovuto portare a un’interfaccia unificata con tablet e smartphone sono state procrastinate per dei problemi di maturità del codice, quindi gli aggiornamenti – rispetto alla versione precedente – non sono moltissimi. Né dal punto di vista tecnico, né da quello dell’esperienza-utente. Potremmo già considerarlo come un update di transizione, che prepara ai cambiamenti più “radicali” del prossimo futuro.

La caratteristica più interessante di Saucy Salamander è costituita da Unity Smart Scopes: la dash – ovvero, l’equivalente del menù Start di Windows – integra un browser chromeless che visualizza sul desktop i risultati da alcuni siti come Amazon e Google. Escludendo questa novità le altre migliorie riguardano il backend e qualche introduzione minore a livello di grafica che non desta particolare interesse. Nulla d’eccezionale, ma penso che Canonical abbia un alibi in Ubuntu Touch 1.0. La variante dedicata a tablet e smartphone.

Il fallimento della campagna di raccolta fondi per Ubuntu Edge ha “scombinato” i piani dell’azienda, che dovrà fare affidamento a dei produttori di hardware esterni. Ubuntu Touch 1.0 è un’anteprima del sistema operativo per tablet e smartphone: purtroppo, non include ancora la possibilità d’eseguire un desktop completo se il dispositivo è collegato a una dock e a un monitor esterno. Bisognerà attendere il mese d’aprile perché Canonical pubblichi un rilascio più accattivante e omogeneo tra i device. Saucy Salamander è un inizio.