Giovedì è stata rilasciata Ubuntu 13.04, l’ultimo aggiornamento della distribuzione di Canonical: potete scaricarla gratuitamente dal sito ufficiale. La utilizzo da qualche giorno, prima dell’uscita, e ne sono abbastanza soddisfatto. È iniziato il lungo processo d’unificazione dell’interfaccia che dovrebbe terminare nell’aprile del 2014, a un anno circa da oggi. Raring Ringtail è un sistema operativo user-friendly, ancora più convincente come alternativa a Windows o Mac OS X. Chi utilizzasse già Ubuntu noterà scarse differenze.

La grafica di Ubuntu 13.04 non è tanto diversa da quella delle versioni precedenti. Sono stati migliorati alcuni aspetti marginali, come la finestra per lo spegnimento o il riavvio del computer, ma le novità più interessanti riguardano le funzioni. Gwibber, l’applicazione per gestire i social network, è stata sostituita con Friends: è molto più “pulita” e interagisce attraverso quelle Web Apps che non ho mai adorato, però sono state rivisitate per restituire dei risultati migliori. Sembrano tuttora dei semplici link ai siti web.

Il punto di forza, secondo me, è Unity. Il desktop environment predefinito che col tempo sarà sempre più simile all’interfaccia di Raring Ringtail su tablet e smartphone. È davvero apprezzabile l’ergonomia del menù principale, non soltanto per la nuova icona che ricorda una ventola. Il design di Ubuntu è superlativo, a prescindere dall’aggiornamento. Rintracciare e aprire i documenti è semplicissimo: imparando a usare i tasti di scelta rapida, la produttività migliora sensibilmente. Trovo che il fork di Nautilus sia fantastico.

Sì, per considerare i pregi e i difetti di Ubuntu 13.04 occorre una certa esperienza con Linux. Nautilus, che ho appena citato, è un file manager paragonabile a Explorer di Windows: mantenuto dagli sviluppatori di GNOME, sulla distribuzione di Canonical ha un aspetto leggermente diverso che m’ha consentito d’abbandonare i programmi che utilizzavo nel trasferimento dei file. FileZilla via FTP e FTPS, ad esempio. Non ho impiegato granché ad abituarmi alle piccole differenze e, nonostante partissi prevenuto, ho potuto apprezzarle.

Fra le altre applicazioni predefinite, la disponibilità di LibreOffice 4.0 nei repository è un grande vantaggio. Utilizzo questa versione della suite da tempo, ma Raring Ringtail è il primo rilascio a integrarla ufficialmente: «il meglio deve ancora venire» e, infatti, Ubuntu 13.04 non è la migliore distribuzione di sempre. Il “divorzio” da GNOME ha portato a una situazione paradossale che Canonical non ha risolto del tutto, utilizzando una serie di espedienti che avrei evitato. Entro nello specifico, soltanto per i più esperti.

La mia installazione non è quella che potreste ottenere col metodo standard e ho contenuto la maggioranza dei problemi, però Raring Ringtail ha due difetti che m’infastidiscono: la doppia dipendenza da Gtk+ e Qt, più il ricorso a systemd e Upstart. La prima è risolvibile col tempo, creando programmi ad hoc che non siano quelli di GNOME. La seconda potrebbe essere risolta rimuovendo Upstart, un’infrastruttura per l’inizializzazione del sistema sostituita da systemd. In ogni caso, attendo con molto interesse il prossimo rilascio.