Uber Eats, il sistema di consegna di cibo a domicilio che si appoggia sull’imponente rete di driver della app statunitense, sta per arrivare a breve anche in Europa.

Nello specifico Uber, dopo il periodo di prova in Gran Bretagna, ha deciso di testare il nuovo servizio anche in dieci nazioni dell’Unione Europea, tra cui c’è anche il nostro Paese.

Insieme all’Italia, i consumatori di Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Svizzera potranno infatti ordinare i loro pasti presso i ristoranti che aderiranno alla proposta della compagnia, vedendoseli recapitare in casa o sul posto di lavoro in tempi utili. Il tutto tramite pochi click di smartphone.

Nel Regno Unito la compagnia ha promesso di fare arrivare il cibo scelto sulle tavole degli utenti in meno di 30 minuti, offrendo uno sconto di 20 sterline sulla prossima consegna nel caso di ritardi.

I ristoranti disponibili però agli utenti sono solo quelli presenti nelle vicinanze al momento dell’apertura della app, che ovviamente si serve di un sistema di geolocalizzazione: l’ovvio motivo è il tentativo di preservare la freschezza delle pietanze. Tra le varie possibilità vi è la segnalazione di allergie o richieste speciali, nonché il tracciamento in tempo reale del percorso dell’autista.

Certo la penetrazione di Uber in Europa ha incontrato non poche resistenze, e Uber Eats potrebbe andare incontro alle stesse proteste che hanno accolto UberPop, il cui servizio di taxi offerto da comuni cittadini è stato considerato concorrenza sleale.

I tassisti di Francia in primis, seguiti da Germania, Belgio, Spagna e la stessa Italia hanno portato la causa in tribunale, arrivando a far bloccare del tutto o anche solo parzialmente il servizio,

Nel frattempo la Commissione europea sta cercando di correre ai ripari tracciando limiti e regole riguardanti la cosiddetta economia collaborativa, una realtà sempre più in ascesa e che solo nel 2015 ha generato un indotto lordo di 28 miliardi di euro.