Qualcuno lo diceva subito quando Twitter è stato quotato in borsa: dovrebbe dare a noi una parte dei soldi. Già, ma quanto? Il New York Times ha provato a fare i conti, studiando un algoritmo sofisticato con cui ogni utente può calcolare quanto gli spetterebbe.

Ecco come funziona: si prende il totale del numero dei vostri tweet e lo si divide per i giorni che avete twittato. E già, perché la stragrande maggioranza degli utenti Twitter è silenziosa, come ci raccontava ieri Valerio Mingarelli: in Italia solo il cinque per cento è attivo. Dunque, calcolato il numero di tweet per giorno lo si moltiplica per il numero dei propri follower. Qui il calcolo si incarta un po’ perché probabilmente l’anno scorso non avevate lo stesso numero di follower, ma prendiamolo per buono. O meglio, prendete per buono il 25 per cento di questo risultato, che equivale alle persone attente ai vostri tweet ogni volta che postate. Moltiplicate per 12,45 centesimi di dollaro, ossia il valore commerciale di un tweet, ed ecco quanto vi dovrebbe Twitter. A me spetterebbero un paio di migliaia di dollari abbondanti.

Com’è stato calcolato il valore dei tweet? Semplice: 24,9 miliardi di dollari, cioè la valutazione in borsa, è stata divisa per i 200 miliardi di tweet che ogni giorno Twitter produce. Sì, insomma, il calcolo è fatto davvero maluccio, ma in fondo il messaggio è chiaro: siamo a noi a generare il valore di Twitter. Ci spetta qualcosa?

Be’, sì, io in fondo qualcosa penso di meritarmelo. Se volete calcolare il vostro credito nei confronti di Twitter non dovete far altro che andare qui e inserire il vostro account.