Twitter frena. Anzi crolla. Crolla in borsa dopo aver diramato i dati dell’ultimo trimestre. Che poi non sono così male, se rapportati a quelli dello stesso trimestre di un anno fa. Però la verità è che il social network stenta a decollare. Dopo il primo hype è rimasto in mano a un pugno di geek, a cui si affiancano ogni giorno nuove persone che stentano ad affezionarsi al network.

Vediamo i numeri: 242.7 milioni di dollari di fatturato, con una crescita di due centesimi di dollari per azione. Molto, molto meglio di quello che si aspettavano gli analisti. Eppure c’è qualcosa che non va. Gli utenti attivi sono oggi 241 milioni al mese, di cui 184 milioni su mobile. Da questi ultimi viene il 75 per cento dei ricavi dell’azienda. Nonostante i risultati finanziari, la scarsa crescita e le scarse prospettive di crescita hanno fatto crollare subito il valore delle azioni in borsa.

Secondo quanto riportato dal New York Times la causa di tutto sembra essere, per stessa ammissione di Twitter, la nuova, con la quale il social network aveva deciso di spingere sui messaggi: il nuovo design è imputato di aver frenato la crescita e di aver addirittura tenuto lontani gli utenti dal newsfeed in favore della nuova sezione dedicata alle chat.

Così alla fine, nelle ore successive alla diramazione dei dati, è arrivata la batosta: –18 per cento nell’after hours. Le azioni di Twitter sono crollate in borsa. È seguita l’ammissione di colpa da parte del CEO Dick Costolo: Dobbiamo semplicemente fare di Twitter un miglior Twitter.

Qual è il problema principale di Twitter? Provate a rispondere a queste due semplici domande: vostra madre ce l’ha un account Facebook? E uno su Twitter?

E per capire di che stiamo parlando, è utile dare uno sguardo ai numeri degli utenti attivi: il 96 per cento ha meno di 1000 follower.

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