Altro giorno, altra novità che riguarda Bing. sebbene ad avere adottato la feature sia stata Twitter: la piattaforma di microblogging, infatti, ha avviato una sperimentazione che consentirà agli utenti di tradurre automaticamente i tweet dalle lingue straniere. La tecnologia? È quella di Bing Translator, già attivo – per la stessa funzione – su Facebook. Sono pochi gli utenti cui è stata concessa la nuova funzionalità in anteprima, ma sembra che la traduzione supporti la maggioranza delle lingue compatibili con Bing Translator.

Non ho mai utilizzato la traduzione automatica su Facebook e non sono neppure convinto che sia ancora disponibile sul social network, però devo ammettere che la possibilità di tradurre i tweet m’intriga. E, ancora più importante, riscontro una certa tendenza a sostituire Google con Bing: il motore di ricerca non ha in grande considerazione gli Italiani, ma continua ad aumentare il proprio successo negli Stati Uniti. Considerando esclusivamente la traduzione, dubito che sia un problema di prezzo. Entrambi richiedono un pagamento.

L’accesso alle Application Programming Interface (API) di Bing Translator, come quello di Google Translate, non è pubblico ed esige un pagamento a forfait. Non ho verificato le differenze sui costi, perché escluderei questo “dettaglio” dalle ragioni che hanno portato Facebook e Twitter a scegliere Microsoft. Ho il dubbio – non potendolo provare – che quello di Bing sia un servizio migliore. E, allora, perché non erogare gli stessi servizi in tutto il mondo? Io penso che sia un grave errore, a prescindere dai malware indicizzati.

Photo Credit: Office of Governor Martin O’Malley via Photo Pin (CC)