Se le parole sono importanti, come ripete ossessivamente Nanni Moretti in Palombella Rossa, allora gli amministratori di Twitter dovrebbero essere soddisfatti: tweet è stato accolto dall’Oxford English Dictionary come un termine d’uso comune, riferito al social network. Lo stesso vocabolo era già presente nel dizionario, ma col significato di “cinguettio” degli uccelli. Non sarebbe affatto una notizia, se il vocabolario non fosse appena stato aggiornato con una definizione esplicita — relativa alla piattaforma di microblogging.

Perché dare risalto a una simile novità? Beh, le ragioni sono disparate: l’Oxford English Dictionary è un’autorità paragonabile all’Accademia della Crusca e l’ingresso di tweet sul vocabolario come lemma riconosce la grande importanza acquisita negli anni da Twitter, nella quotidianità degli anglofoni. Facebook e Google avevano già ottenuto dei simili riconoscimenti, in passato. Significa che non potremo più fare a meno di quei social network? Sì e, personalmente, non sono del tutto convinto che sia davvero un risvolto positivo.

La parola tweet, nell’accezione informatica, sull’Oxford English Dictionary ha tre significati: un verbo transitivo, intransitivo e un sostantivo. Nella lunga storia del vocabolario – edito dal 1884 – Twitter ha conseguito un altro record, perché tweet è apparso appena nel 2007 e per essere inserito nel dizionario avrebbe dovuto raggiungere i dieci anni di diffusione. Che aggiungere? Da ex classicista, sono particolarmente interessato all’evoluzione della lingua e accolgo con entusiasmo la scelta dell’Oxford English Dictionary.

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