Nell’ultimo anno abbiamo visto come Twitter sia diventato un veicolo per le notizie. La morte di Bin Laden, la fantastica foto tra Michelle e Barack Obama per la rielezione del Presidente degli Stati uniti d’America, non appena qualcosa accadesse c’era subito pronto qualcuno a postarlo in 140 caratteri. Me compresa.

Per ovvie ragioni seguo molte agenzie di stampa internazionali come Reuters, Associated Press etc. per avere una visione di cosa accade nel mondo e non sono in Italia. Seguo molte persone che si trovano in ogni parte del globo e non nego che non è sempre semplice capire a cosa si riferiscono alcuni hashtag che queste persone usano.

La regola sarebbe cercare su Twitter qualcuno che ha già usato un hashtag prima per un determinato argomento e riusarlo, ma è noioso, richiede tempo in più, e poi come fare quando state twittando di cose che riguardano la vostra sfera personale o un argomento comprensibile solo ad una piccola cerchia di persone?

Le gran menti di Twitter, hanno capito che non è l’utente che si deve adattare al sistema, ma è Twitter che deve cercare di decifrare i messaggi in codice degli utenti per renderli comprensibili. Vi starete chiedendo come hanno fatto. Bene, sembra che Twitter abbia lanciato una nuova funzionalità: un demone che ricerca internamente i trend topic, quindi le ricerche più frequenti fatte dagli utenti, e le invia a persone in carne e ossa che le dovranno categorizzare rispondendo a delle domande predefinite.

Vorreste entrare anche voi a far parte del team di valutatori di Twitter? Cambiate Paese! Il sistema si collega infatti via API a Mechanical Turk. Una volta che il valutatore ha finito il suo lavoro, tutte le informazioni ricevute vanno a finire nel motore interno di Twitter.

Sinceramente io credo che attualmente Twitter sia l’unico che possa dare del filo da torcere al monopolista Google. Tuttavia quello che mi rende perplessa è come mai Twitter non ha pensato a un modo di fare categorizzare le richieste direttamente agli utenti? Probabilmente per una questione di tempi di realizzazione. Forse avevano fretta di ordinare tutte le informazioni che stanno immagazzinando perché ne hanno bisogno per altri scopi, come ad esempio la pubblicità.

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