Chi naviga quotidianamente su reti in cui molti argomenti e molti siti sono bloccati dal proxy internet, sa che finora Twitter aveva resistito bene alla censura.Anche le aziende maggiormente restrittive non hanno mai guardato con preoccupazione allo sviluppo di Twitter. Fino a che non sono state diffuse le ultime statistiche che parlano del “periodo facebook” dei cinguettii.

In pratica come Facebook nel 2000 spopolò in Italia dopo aver conquistato l’America, così sta approdando nel nostro paese la voglia di condividere opinioni e link in appena 140 caratteri. In pratica quel che si scrive anche con un messaggino.

La volontà di sintesi ha determinato un’accelerazione della diffusione di Twitter su dispositivi mobili. Adesso a livello numerico si registrano circa 3 tweet al secondo, che vuol dire dodicimila l’ora. E parliamo soltanto dell’Italia.

La diffusione di Twitter è stata incentivata anche dai vip che per celerità e pigrizia preferiscono entrare in contatto con i loro fan, in poche parole.

Si pensi alla diretta Twitter dello show di Fiorello per esempio o alle dichiarazioni di presentatori e attori che stanno scoprendo le potenzialità di un fenomeno finora tenuto in disparte.

Il bello è che si può non essere seguiti da nessuno (cosa alquanto impossibile visto che anche per cortesia si segue chi ci segue a sua volta) ma si possono tenere d’occhio i propri beniamini.