È appena terminata la notte degli Oscar 2014 e, da Italiani, possiamo essere orgogliosi della vittoria di Paolo Sorrentino che con La grande bellezza ha avuto una statuetta come miglior film straniero. C’è un altro vincitore fuori gara, però, che è Twitter: il social network ha imperversato per tutta la serata, culminata dal selfie di Ellen DeGeneres che ha battuto un record stabilito dal tweet dell’elezione di Barack Obama nel 2012. Sono già oltre due milioni, i retweet ottenuti dall’aggiornamento di stato della presentatrice.

Su questa testata non parliamo di cinema. Almeno, non dal punto di vista dello spettacolo: il legame con Twitter – complice l’abitudine al doppio schermo – è comunque importante, perché aiuta ad analizzare i rapporti fra questi grandi eventi mondani e i social network. La viralità del selfie proposto dalla DeGeneres ha subito ottenuto una diffusione planetaria, proprio grazie all’accento che le Twitter Cards (modificate per l’occasione) hanno posto sugli Academy Awards. Facebook, ad esempio, non ha riscosso la stessa attenzione.

Gli utenti di Twitter hanno potuto votare i film e gli artisti preferiti, pubblicare selfie con gli attori e commentare in diretta la manifestazione: è stato il CEO, Dick Costolo, a prendersi la briga d’illustrarlo. Una cura dei dettagli che – nella semplicità dello strumento – ha sconfitto gli illustri rivali, Facebook e Google+. Possiamo pensare che la stessa strategia avrà successo in qualunque altro ambito? È probabile, ma tenendo presente un concetto. La notizia che tira di più su Twitter arriva sempre dalla fonte diretta.