Il principe Harry ha dei problemi con Twitter: dice di essere costretto ad usarlo per promuovere l’Invictus Game (competizione paraolimpica), ma che in realtà lo odia, perché per lui è “un’invasione alla privacy”.
Non ho mai sentito tante sciocchezze tutte insieme.

La prima cosa che mi viene da dire è: ecco che succede a lasciare i vip a gestirsi i social da soli.
Harry caro, non puoi promuovere un evento su Twitter e dire che lo fai controvoglia perché detesti Twitter: è come accettare di fare uno spot pubblicitario, e subito dopo dichiarare in un’intervista che detesti fare pubblicità, ma la fai giusto perché ti pagano.
Citando Pif, “non è che bisogna condividere proprio tutto tutto”: se hai accettato di promuovere una manifestazione paraolimpica su Twitter, magari promuovila e basta.
Certi giudizi, che potrebbero nuocere alla cosa, puoi anche tenerli per te.

Poi, la tua privacy: Harry caro, ti ricordo che sei il principe Harry. Ti ricordo che sei strafamoso perché sei il rampollo secondogenito della casa reale inglese, e che hai alle calcagna i paparazzi di tutto il mondo, perché li hai abituati a gustosissimi scandali che fanno vendere tantissime riviste.
Vuoi davvero farmi credere che, per uno nella tua posizione, Twitter rappresenta davvero un problema di privacy? Sarebbe come uscire da una piscina, beccarsi un gavettone e dire “ehi, mi hai bagnato tutto!”.

E veniamo alla questione finale: la privacy oggi.
Harry caro, non siamo nel Medioevo, e la privacy non è la sacra verginità: siamo nel 2014, dopo 10 anni di Facebook, in piena era social. La privacy – che ti piaccia o no – ora è diventata una merce di scambio, e proprio tu, che sei un principe già avvezzo a paparazzi e tabloid, queste cose dovresti saperle gestire.
Se tanta gente continua a ficcanasare nella tua vita, invece di lamentarti dovresti capire che questa è una risorsa: il tuo account Twitter attira tanta attenzione, e al prezzo di qualche piccola scocciatura tu puoi portare una visibilità immensa a tutto quello che vuoi.
Basta solo che tu lo decida: “adesso sopporto per un po’ questa ondata di paparazzi e curiosi e rompiscatole da social, i soliti troll da ignorare, qualche contestatore a cui varrà la pena di rispondere, e siamo a posto, perché il mio obiettivo è promuovere su Twitter una manifestazione paraolimpica”.

Non devi neanche sforzarti di attirare l’attenzione con qualche raffinata strategia di social marketing. Perché tu sei il principe Harry.
Immagino che tutto questo sia una fatica tremenda per te, figliolo, ma vedi un po’ se riesci a fare un piccolo sforzo.