Anche quest’anno il Twitter italiano è stato protagonista nei Tweet Awards, la premiazione non ufficiale – ma ormai tradizionale – dei migliori account nostrani del social, quest’anno a Bologna in Piazza Maggiore, con tanta mortadella e un notevole rischio pioggia.

Dal più sportivo al più simpatico, dalla miglior rivelazione al miglior fake (un Dio di vostra conoscenza), l’utenza di Twitter ha votato i suoi preferiti, e i mastri premiatori @RudyBandiera, @Skande, @DavideLico, @Sten, @Stailuan, @Luca_Conti, @Cla_Gagliardini hanno assegnato spumanti e mortadelle da 3 chili.
Cosa dire sulla premiazione, e sul Twitter di quest’ultimo anno? Tanta roba.

Intanto i premiati:
Miglior Twittero categoria Viaggi: @TURISTIPERCASO
Miglior Twittero categoria Musica: @LORENZOJOVA
Miglior Azienda su Twitter: @NUTELLA_ITALIA
Miglior Twittero Italiano categoria Fashion: @STELLASTRALA
Miglior Twittero Italiano categoria Sport: @IVANZAZZARONI
Miglior Programma Televisivo da Commentare su Twitter: @PECHINOEXPRESS
Miglior Twittero categoria Food: @RUBIO_CHEF
Miglior Twittero categoria Informazione: @ILPOST
Miglior Account Collettivo su Twitter: @DIECIMILAME
Miglior Account Fake/Parodia su Twitter: @IDDIO
Twittero Rivelazione 2014: @CHINONMUORE1
Twittero più Simpatico: @VUJABOSKOV
Miglior VIP su Twitter: @STANZASELVAGGIA
Miglior UOMO su Twitter: @IL_BRILLANTE
Miglior DONNA su Twitter: @ZIACOCA

I Tweet Awards sono sempre gli stessi, e questo è bene, in un social frenetico e spesso senza memoria come Twitter. A parte la città che cambia (Riva del Garda, Milano, Rimini, Bologna), la gente è la stessa e l’atmosfera pure, anche perché il vero scopo della cosa – con tutto il rispetto per la gara e la premiazione – come nelle partite di rugby, è il terzo tempo: ci si rivede e si brinda.
C’è un bel clima, la gente sta bene, twitteri che non si seguivano cominciano a seguirsi, addirittura dopo essersi parlati di persona. Cose rare.

Non ci sono eventi paralleli, niente panel, niente giornate dedicate a qualcosa, ma solo un evento veloce, smart e divertente. La filosofia del social racchiusa in un evento.
Se proprio devo trovargli un difetto, quest’anno ai Tweet Awards mancava la categoria Miglior Account, che è un po’ il premio definitivo e più importante, e avrebbe fornito la risposta alla domanda “chi ha vinto i Tweet Awards”?
Diciamo che ha vinto tutto il cucuzzaro, cioè il Twitter italiano, questa strana macchina fatta di robe in 140 caratteri, hashtag, battute, pettegolezzi, cattiverie, genialate, notizie e tanta gente strana, ma che in fondo ci piace.

Il social nel frattempo è cresciuto ancora, e ormai in Italia è popolare quanto Facebook. Non conta lo stesso numero di utenti, ma almeno adesso se dici “io uso Twitter” la gente non ti guarda come se fossi un alieno.
La crescita dell’utenza, oltre al pubblico maggiore, porta anche altre cose: più complessità, e quindi la fine di quel piccolo paese dove tutti si conoscono, che era il Twitter di qualche tempo fa (ma è normale); più gente che sta su Twitter e non lo ha ancora capito (non più di dieci giorni fa ero sommerso dai messaggi di uno che usava Twitter come una chat, del tipo “ciao, di dove sei, che fai, perché non rispondi”); infine, un aumento di quelli che lo prendono troppo sul serio, con invidie, ossessioni, e cattiverie degne dei bulletti delle scuole medie, che spesso costringono altri a cancellarsi, anche per motivi seri.
Se aumenta tutto il resto, aumentano anche questi, ma tanto basta ignorarli.

Per concludere, un pensiero alla vicenda di Rudy Bandiera, che quest’anno, per via della campagna #unamacchinaperRudy, ha subito un’ondata di commenti negativi, insulti e brutte cose allegate, in certi casi proprio odio puro e abbastanza insensato. Non sono bei momenti quando sei soverchiato sui social da una massa scatenata, neanche avessi picchiato bambini in diretta streaming. Forse qualcuno aveva qualcosa da guadagnare nello sparare fango sull’operazione di Rudy (e su Rudy stesso), altrimenti non si capisce davvero il senso di tutto questo accanimento per una semplice pubblicità.
Altri avrebbero reagito male, ma Rudy non è uno sprovveduto.

Per il resto, anche quest’anno Dio vi ringrazia per tutta la partecipazione e i voti, e si mangia la mortadella dei Tweet Awards.