Su Twitter, da un anno e mezzo circa, è avvenuta una strana modifica nelle abitudini degli utenti, una modifica che io definirei facebookizzazione, e che a un anno e mezzo di distanza, se possibile, è solo peggiorata.
Gli utenti di Twitter hanno cominciato a retwittare di meno, e hanno preso la malsana abitudine di stellinare i tweet, probabilmente perché arrivando da Facebook, e ragionando ancora da Facebook, si vede il retweet e si pensa che sia l’equivalente del Condividi, e si vede la stellina e si pensa che sia l’equivalente del Mi Piace.

Be’, non è così. Il retweet (e questa è la BELLISSIMA cosa di Twitter) contiene in sé sia il Mi Piace, sia il Condividi, una comodissima funzione per esprimere apprezzamento, ma dare anche viralità al contenuto in un colpo solo.
Stellinare – non credevo ci fosse bisogno di ribadirlo – è inutile, è da maleducati, e soprattutto non è social, e queste tre ragioni sono tutte collegate tra loro.

INUTILE
Stellinare non serve a niente. Il Mi Piace comunica qualcosa e influenza le scelte degli altri utenti, ma la stellina no.
Se si stellina un tweet, questo finisce nella personale lista di Preferiti di un singolo utente, e resta lì nei secoli dei secoli. Sarà certamente bello, per quell’utente, andare lì e rileggere i suoi preferiti accumulati nel tempo, e sempre quell’utente penserà di averti fatto un favore, penserà “dovresti essere orgoglioso del fatto che ho scelto il tuo tweet per metterlo nei miei Preferiti”.
Quanto è utile, però, questa cosa in termini social? Zero.

MALEDUCATO
Lo scopo del web è la condivisione, avvicinare persone e idee facendo girare la conoscenza, le idee, le parole, tutto. Contribuire alla diffusione di qualcosa, soprattutto nei social, è anche una faccenda di “galateo”.
Se io twitto qualcosa, quel qualcosa lo sto CONDIVIDENDO, cioè io lo sto già mettendo a disposizione di tutti, e sarebbe un bel gesto quello di retwittarlo, non di stellinarlo.
Con un retweet, tu dici a quell’utente che non solo il tweet ti piace, ma che ci tieni a dargli una mano a farlo girare. Questo è chiarissimo, ad esempio, su Google Plus, dove io non posto, non pubblico, ma CONDIVIDO i miei contenuti, e gli altri utenti li RI-CONDIVIDONO: dal nome delle funzioni base si evince quella che è la ‘corretta’ filosofia web.
Con una stellina, invece, tu dici a quell’utente che il suo tweet ti piace, ma che vuoi solo mettertelo in tasca. Insomma, non ci fai una gran figura.

A-SOCIAL
Quindi, stellinare è inutile ai fini della comunicazione e della viralità, ed è maleducato perché con la stellina si manifesta al prossimo la precisa volontà di NON voler condividere un certo contenuto.
Tuttavia, il succo dell’attività social è proprio 1) Condividere contenuti, e 2) Essere disposti alla comunicazione/partecipazione/condivisione per agevolare la stessa, quindi la conclusione di questo discorso è che la stellina di Twitter è del tutto asociale, ed è utile solo se gli utenti le danno uno scopo diverso da quello previsto (tipo, a volte vengono usate per il giochino “se sei d’accordo retwitta, se non se d’accordo stellina”), ma francamente non capisco il suo scopo in un social network.