Twitter ha annunciato il raggiungimento del nuovo record di tweet inviati al secondo, ottenuto il 3 agosto in Giappone — durante la replica del film d’animazione del 1986 Castle in the Sky. La notizia in sé non impressionerà i più, ma c’è un motivo se ho deciso di parlarne. Non è stato «cosa» sia accaduto, bensì «come» a destare il mio interesse: Twitter, infatti, ha ri-organizzato la propria infrastruttura per aumentare l’impiego di Java e MySQL a scapito di Ruby e NoSQL. Praticamente, un successo dovuto al ritorno al passato.

Intendiamoci, non voglio dire che siano tecnologie obsolete: Java è tra i cinque linguaggi che “crescono” più velocemente. Tuttavia, conoscendo gli strumenti utilizzati da Twitter, è impossibile non giungere a delle conclusioni. L’azienda possiede la più estesa installazione di Ruby On Rails del mondo ed è nota per un massiccio impiego del NoSQL, ma è stata costretta a limitarne il ricorso — per migliorare le performance globali del servizio. Un aspetto che non mancherà di generare delle lunghe discussioni, fra gli sviluppatori.

Se il principale database di Twitter è sempre stato MySQL, impressiona maggiormente la scelta d’utilizzare una Java Virtual Machine (JVM) in sostituzione a quella di Ruby. Prima Symbian, quindi Android hanno aumentato lo sviluppo in Java: eppure, ad alcuni programmatori quel linguaggio non è mai piaciuto granché e la disponibilità di Ruby On Rails nel 2005 ha convinto molti al cambiamento. Qual è il punto? Beh, Twitter ha stabilito un record con tecnologie che erano disponibili già nel 1991 e nel 1995, scartando le più recenti.