Se un tuo amico di Twitter sta passando un brutto momento di depressione, e sta per suicidarsi, grazie a un’apposita app ora potrai ricevere una notifica, e potrai correre in suo soccorso.
Sì, lo so che sembra un pessimo scherzo, ma è tutto vero: l’applicazione esiste davvero e si chiama Radar, è stata lanciata in Gran Bretagna da un ente di beneficenza di samaritani, e stando a quanto dicono sarebbe in grado di salvare delle vite.

Il funzionamento è semplice: una volta scaricata, la app intercetta i tweet di amici e followers che contengono frasi ritenute allarmanti, analizzando e riconoscendo le parole che esprimono uno stato d’animo triste e depresso, ad esempio “Sono stanco di essere solo”, “Mi odio”, “Sono depresso”, “Ho bisogno di aiuto”, e a quel punto avvisa l’utente con una notifica.

Ora, anche ammesso che un aspirante suicida abbia voglia di mandare tweet, nonostante la nobiltà di intenti questa app rischia di dover affrontare lo stesso problema dei traduttori automatici: interpretare male, creare equivoci.
Quanti veri aspiranti suicidi potrà trovare, nel mare magno di tweet demenziali del social? Quante volte, scherzando, un sacco di gente scrive “aiutatemi”, “che vita di m***a”, “muoio”? Più o meno sempre.

Un’app che prende seriamente quello che la gente scrive su Twitter è destinata a fare molta confusione, a mandare un sacco di notifiche inutili, e in definitiva a fare scherzi di cattivo gusto ai destinatari, facendogli credere che un amico è sul punto di suicidarsi.
In definitiva, quindi, l’app è destinata a far ridere, perciò forse non è del tutto priva di senso.
Quale miglior rimedio contro angoscia e depressione, infatti, di una risata?