Ieri, Twitter ha inaugurato la nuova applicazione anticipata da Marco Usai qualche settimana fa: Twitter Music è installabile in esclusiva su iOS e per gli utenti selezionati direttamente dalla piattaforma di microblogging. Tutti gli altri, insomma, devono aspettare. Non è dato sapere se la app arriverà su Android (io sono ancora in attesa di provare Vine) o differenti sistemi operativi e, soprattutto, quando sarà accessibile agli utenti comuni. Twitter ha privilegiato quegli influencer statunitensi che preferisco definire VIP.

Il percorso di Vine è stato diverso, quanto all’audience, però Twitter continua a privilegiare iOS: una strategia affine a quella della stessa Google. Sul profilo di @TwitterMusic sono “girati” numerosi tweet per descrivere quanto sia fantastica un’applicazione che nessuno ha potuto provare o quasi. Molti azzardano venerdì prossimo come data della disponibilità generale, altri sono più cauti. Perché Twitter ha voluto promuovere la app fra i VIP della piattaforma? È un espediente per risparmiare in pubblicità? Forse, non proprio.

Silvio Gulizia scriveva in febbraio del valore degli aggiornamenti di stato: Twitter ha iniziato ad assegnare un punteggio ai tweet, attribuendo loro un potenziale corrispettivo in denaro basato sull’audience raggiunta. Non importa quanto sia interessante ciò che condividiamo, ma che sia monetizzabile. Tradotto significa che, se un utente non rientra fra gli influencer, non può accedere subito alle nuove funzionalità. È un meccanismo equiparabile al VIP che salta la fila al ristorante o in discoteca… e non lo condivido affatto.