Twitter #Music, la app per iOS che permetteva di scoprire nuova musica online e condividere i propri ascolti coi follower, è stata ritirata nella notte da iTunes: l’esperimento è fallito. La sensazione che quella del social network non fosse un’ottima idea era condivisa, tanto da spingere gli investitori a chiederne la chiusura – prima della IPO a Wall Street. Twitter ha tergiversato per qualche mese, ma non ha potuto salvare questa applicazione, che ha deluso gli utenti di Apple e non è mai arrivata su Android o Windows Phone.

Il settore dello streaming musicale è inflazionato e commentando le statistiche di Twitter #Music, sottolineavo come Spotify avesse superato iTunes nelle condivisioni degli utenti: da lì a poco Apple presentò un proprio servizio, iTunes Radio, pareggiando i conti. La app non era ancora disponibile in Italia, allora, però l’arrivo nel nostro Paese – e la conseguente traduzione in italiano – non ha cambiato granché. Il progetto non ha mai convinto e dal 18 aprile l’applicazione, se scaricata, cesserà definitivamente di funzionare.

Criticai subito l’atteggiamento di Twitter nel proporre #Music, perché il social network scelse di distribuirla a pochi influencer selezionati: il triste epilogo della app dimostra che non sono i VIP, ma i grandi numeri a fare la differenza. Non nego che la selettività al lancio sia stato soltanto uno tra i fattori che hanno determinato l’insuccesso dell’applicazione perché – se il progetto avesse attratto di più – la gente avrebbe fatto la fila per averla, come quando inaugurano un negozio dove non potrebbe mai comprare nulla.

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