Per colpa di Dom Hofmann ho appena perso mezz’ora a guardare mini video idioti su una nuova app rilasciata da Twitter. Su Twitter Hofmann si definisce solo CEO di Vine, ma ho scoperto qualcos’altro su di lui in giro per il web. Su Quora ad esempio si definisce a filmmaker maker un regista creatore, o chissà se si riferiva al software di editing video FilmMaker, spero di incontrarlo un giorno per chiederglielo. Comunque, Dom Hofmann è il CEO di Vine, l’ultimo acquisto in casa

Ah, si certo, volete sapere cos’è Vine. Vine è un’applicazione che consente di registrare video di soli sei secondi dal vostro smartphone e di condividerli con i vostri amici. La novità sta nel fatto che, scorrendo la timeline, i video si accendono in automatico, uno dopo l’altro senza dover tappare da nessuna parte. Strano no? La prima volta che ho aperto l’applicazione stavo ascoltando Jovanotti, Backup. L’album si è interrotto improvvisamente e al suo posto, in cuffia, sono arrivati suoni strani, mi trovavo alla stazione quindi pensavo fosse rumore proveniente dall’ambiente circostante e invece, quando ho capito cosa stava accadendo, mi sono messa a ridere.

Ho pensato subito: è il nuovo Youtube! Video fatti dagli utenti, sei secondi per esprimere voi stessi, tutto in linea con i 140 caratteri di Twitter.

E’ vero, esistono già altre applicazioni social video, come ad esempio Viddy. Anche se Viddy è molto più complessa nell’utilizzo, ha molti più pulsanti, sfondo nero come se il vostro device si trasformasse in una vera e propria videocamera e per guardare un video nella timeline dovete cliccare su Play.

Vine mi piace di più. Ha una interfaccia molto più snella e il colore verde chiaro ne rende piacevole l’utilizzo. Inoltre, per dire che un video vi piace basta cliccare sullo smile :) è molto semplice e intuitivo, certo, non ha tutti i filtri di editing video di Viddy, ma io personalmente non ne sento affatto la mancanza. Anzi, preferisco l’interfaccia pulita e la comunicazione semplice ma efficace.

Per ora Vine è disponibile solamente per dispositivi iOS ma dal blog si legge che stanno già lavorando alle altre piattaforme per rendere l’applicazione compatibile con tutti i sistemi operativi più diffusi: aspettiamo quindi una versione per Android e chissà se anche per Windows Mobile e Blackberry.

Se non avete un iPhone sotto mano, io fossi in voi, lo ruberei cinque minuti ad un amico per vedere l’effetto che vi fa.