Twitter è oramai un’azienda quotata in borsa. Nella notte 70 milioni di azioni sono state immesse sul mercato a 26 euro, come ci ha informato direttamente Twitter con, indovinate? Un tweet. In totale ha raccolto 1,82 miliardi di euro, una cifra bel lontana dai 104 miliardi raccolti da Facebook il primo giorno. Oggi pomeriggio cominciano le contrattazioni. Intanto Twitter ora 14,1 miliardi di dollari con la possibilità di salire a 14,4 immettendo sul mercato altre 10 milioni di azioni o insomma, tramite operazioni che tecnicamente non è semplice spiegare e che non siamo qui a voler spiegare. E ora quanto valgono i nostri tweet?

Faceva notare Simone Spetia su Twitter: Da oggi pomeriggio i nostri tweet, le nostre tl, ma soprattutto i nostri dati saranno asset di una società quotata. Ecco sì, tecnicamente più twittiamo o semplicemente consultiamo Twitter più il valore dell’azienda dovrebbe crescere. Dico dovrebbe perché poi, visto l’esempio di Facebook, non sempre è così. La borsa risponde a logiche proprie, ma certo il numero di utenti e tweet è un parametro che può influire sul valore del network più di quanto non avvenga per Facebook. Su Twitter infatti ogni dato è pubblico, quindi misurabile da chiunque. A parte il numero di utenti attivi, che continua ad aggirarsi sui 215 milioni, come ha svelato il documento con tutti numeri dell’IPO. Per Facebook non è del tutto così, ma la differenza non è solo questa.

Twitter è divenuto uno strumento di comunicazione. Per molte persone il primo. Gli analisti di borsa si aspettano una forte crescita nella prima settimana, con il valore per azione che potrebbe salire fino a 54 dollari. Facebook perse nei primi tre mesi metà del valore, salvo poi recuperare e superarlo nei successivi nove mesi. Staremo a vedere. Twitter ha molto più potenziale di crescita rispetto a Facebook, perché è ancora usato da una nicchia di persone. In Italia sono circa 4,7 milioni (ricerca MEC:consulting) su 60 milioni di abitanti, mentre Facebook sta a 24 milioni.

C’è preoccupazione per la quotazione di Twitter in borsa. Tranquilli non vi pignoreranno mai i tweet. Poi una copia è nei server della NSA. Così il mio amico Giovanni Scrofani ha cercato di riportare la calma sul network. Calma che invece non credo tornerà nel quartier generale di Twitter almeno per un po’. Visto che ora, con degli azionisti che guardano ciò che fai, il social network deve iniziare a macinare soldi. Le immagini integrate nella timeline (se volete farci finire quelle di Instagram seguite la mia guida) sono una mossa in questa direzione. Per ora Twitter guadagna in due modi: post e account sponsorizzati e utilizzo delle API. Vedremo come farà ad aumentare i propri introiti.

Insomma, qualcosa cambierà, ma per ora cambia decisamente ben poco. Certo cambierebbe se i bimbimikia seguissero Justin Bieber altrove, ma purtroppo temo che sia proprio a partire da quelli che Twitter farà i soldi.