Lo sbarco di Twitter in borsa era annunciato e atteso da tempo. Ora che l’azienda, che ha poco più di sette anni di storia alle spalle, ha inoltrato i documenti necessari per procedere con l’operazione possiamo cominciare a fare un bilancio di quello che è stato e quello che sarà. E ci sono un po’ di cose da sapere.

Twitter entrerà in borsa con la sigla TWTR e punta a raccogliere un miliardo di dollari. L’obiettivo è continuare a innovare il proprio settore, che oggi è quello delle news on line più che dei social network.

Nonostante abbia fatturato 316,9 milioni di dollari nel 2012 e 253,6 milioni di dollari nei primi sei mesi del 2013, Twitter non è ancora profittevole: nel 2012 ha perso 79,4 millioni di dollari e nei primi sei mesi del 2013 oltre 69.3 millioni di dollari. Per quest’anno però Twitter si aspetta di fatturare 600 milioni di dollari.

A Twitter se ne fregano: non hanno intenzione di generare profitti nel medio termine, ma puntano lontanto, con l’idea che per crescere bisogna favorire l’utente al posto del cliente: Il nostro focus sull’esperienza dell’utente potrebbe impattare negativamente la nostra relazione con gli inserzionisti esistenti o futuri. Questo potrebbe risultare in una perdita di inserzionisti, che potrebbe influenzare i ricavi e i risultati operativi.

I nemici più pericolosi sono così lo spam e la debolezza dell’infrastruttura. La balena che compare quando il servizio è down* non è ancora andata in pensione.

Twitter ha 215 milioni di utenti attivi al mese, un numero relativamente basso se si pensa all’eco che il network ha, affiancato quasi sempre a Facebook, che di utenti ne ha un miliardo in più. Peggio ancora, significa che da un anno a questa parte gli utenti attivi sono cresciuti di meno dell’8 per cento, visto che a dicembre erano 200 milioni.

Facebook andò in borsa con 850 milioni di utenti attivi ed era già un’azienda profittevole. Il valore delle sue azioni si dimezzò in pochi mesi dalla quotazione. Che succederà a Twitter con queste premesse? Attendiamo novembre per saperlo.