Ebbene, sì… Twitter è stato “contagiato” dalla mania dei LOLcat: fotografie che ritraggono simpatici gattini nelle pose più improbabili, associati a delle didascalie altrettanto ridicole. LOLcat è anche lo slang infantile di queste ultime, redatte in un inglese approssimativo che si legge com’è scritto. Immagini del genere se ne trovano a iosa sui social network, ma la scelta di tradurre l’interfaccia in LOLcat potrebbe essere diversa dal semplice intrattenimento degli utenti. Sembra, piuttosto, un’arma di distrazione di massa.

Potete già andare nelle impostazioni dell’account e cambiare le preferenze della lingua dall’italiano al LOLcat. Io, che pure adoro guardare i micetti su internet nel tempo libero, alla lunga sarei infastidito dal loro gergo umanizzato: il punto è un altro. S’avvicina l’entrata in vigore delle Application Programming Interface (API) 1.1, programmata per marzo, e gli ingegneri di Twitter annunciano insieme all’avviso del termine la traduzione dell’interfaccia in LOLcat? Dubito che sia una coincidenza. È un’operazione commerciale.

Le API 1.1 porteranno con sé una chiusura dell’ecosistema, molto criticata dai programmatori indipendenti, e soprattutto una nuova politica sulla pubblicazione dei tweet: se avete un sito o un blog, per continuare a visualizzare gli aggiornamenti da Twitter dovete rispettare delle regole precise. Numerosi plugin esistenti saranno considerati illegali. Dovreste sostituirli al più presto coi widget ufficiali. Niente paura, perché in compenso potete avere l’interfaccia web di Twitter tradotta in LOLcat. È soltanto una coincidenza?

Photo Credit: Paul Pod via Photo Pin (CC)