In casa Twitter sono giorni frenetici: nel terzo trimestre il social ha avuto una media di 232 milioni di utenti attivi al mese, il 6% in più rispetto al secondo trimestre ma in rallentamento rispetto al 7% del periodo aprile-giungo e al 10% dei primi tre mesi dell’anno.

Ma non è questo che preoccupa: la verità, è che in quel di San Francisco i conti sono in rosso. Se Twitter annuncia ricavi in forte crescita nel terzo trimestre a 168,6 milioni di dollari, in aumento rispetto agli 82,3 milioni di dollari dello stesso periodo dell’anno scorso, stanno crescendo e non di poco anche le perdite.

Il denaro in fumo è arrivato a  64,6 milioni di dollari dai 21,6 milioni dell’anno precedente, con il forte incremento delle spese per ricerca e sviluppo. Così, il diktat è uno solo: approdo in borsa, con una strategia diametralmente opposta rispetto a quanto ha fatto Facebook, che solo da poche settimane ha riportato le proprie azioni a valori consoni.

Se quest’ultimo scelse il Nasdaq per sbarcare a Wall Street, Twitter opta per il New York Stock Exchange. I motivi? Semplici. quando Zauckerberg quotò la sua creatura, l’inizio fu tutt’altro che facile, e in casa Twitter vogliono evitare di fare la stessa fine (visto anche l’iter travagliato dell’IPO), oltre a ogni forma di parallelismo con i rivali.

Negli USA non si parla d’altro, e la scelta del Nyse è stato preso quasi come un reato di lesa maestà nei confronti del Nasdaq. Per contenere le perdite però a San Francisco sanno di dover partire per bene, ecco quindi il perché di una scelta che ha sorpreso davvero tutti.