Quanti dei vostri tweet è valso la pena di scrivere oggi? Pochi, ve l’assicuro. Diciamo uno su tre se avete una buona relazione con la comunità. Secondo un recente studio sul valore dei tweet condotto da Carnegie Mellon, MIT e Georgia Tech infatti il 39 per cento dei tweet non se li fila nessuno, mentre solo il 36 per cento di quello che postate vale la pena di essere letto.

Tocca adeguarsi. Twitter ha delle regole non scritte che guidano la comunità. La prima di tutte è definita da quel limite apparentemente assurdo dei 140 caratteri. Su Twitter occorre essere sintetici. Settanta caratteri vanno più che bene, 100 sono il massimo se volete che qualcuno risponda citandovi.

Vi abbiamo già propinato nella guida base a Twitter di Leonardo i suggerimenti utili per Twitter e probabilmente state già seguendo i Dieci Comandamenti di @lddio e i consigli su come twittare da CEO. C’è bisogno di una nuova guida? Be’, ecco, nì. Potete accontentarvi, ma non è il nostro caso. Non è almeno il mio. Dunque, dopo avervi spiegato come aumentare i propri follower senza rubare vi aggiungo qualche dritta su come diventare un twittero travolgente sulla base dei dati. Dei numeri. Senza chiedervi di stare qui a sciropparveli, ma indirizzandovi a The Atlantic per un approfondimento e al sito alla base della ricerca, Who Gives a Tweet, una specie di hot or not su cosa vale la pena twittare.

Se vi siete letti tutta la parte sopra questo elenco è dedicato a voi. Viceversa vergognatevi almeno un poco e vedete di sharare.

Un tweet è informazione o divertimento. Meglio se entrambe le cose.

Vecchie news e saggezza popolare non incontrano troppo successo. A dire il vero, le perle di saggezza ve le proponevamo anche noi nelle guide precedenti, ma pare che l’uso, il riuso e l’abuso ne abbia deflazionato il valore. Se però ne avete scoperta una nuova e si è risultata utile, provatela, perché Twitter gioisce ogni volta che postate una cosa utile.

Promuovete voi stessi. Se avete scritto una cosa che vi piace, condividetela senza vergogna. Io lo faccio ai limiti dello spam, ma cercando di dosare i miei tweet e ogni tanto c’è qualcuno che mi ringrazia. Prego, grazie a voi di leggermi. La gente non sta tanto a guardare a chi scrive cosa, purché quello che diffondente sia nuovo, vero e utile.

Alla gente che usa Twitter non gliene frega nulla di quello che mangiate. Secondo me neppure a quelli che usano Instagram, ma, come si dice, de gustibus.

Le vecchie notizie non sono notizie. Ripostare un link è cosa buona e giusta, ma se alla gente propinate sempre la stessa minestra poi ve la schifa.

Aggiungete qualcosa. Anche se twittate un link vostro o di altre, aggiungete la vostra. La gente pensa e condivide. I robot postano i titoli degli articoli.

Non esagerate con hashtag e menzioni. Se fate una domanda però usate un hashtag per consentire a chi legge di seguire la discussione.

Alla gente non frega nulla dei vostri check-in di Foursquare. Se no potreste fare check-in via Twitter. Ricordatelo: gli affari personali sono personali. Esempio pratico: sto andando a Karlsruhe per scoprire un’azienda che vuole sfidare Aruba in Italia. Dirlo su Twitter anticipando un mio servizio può interessare i miei follower. Fare check-in nella stazione di Karlsruhe no.

Contestualizzate. Postare una foto via Instagram senza un minimo di dida o un link senza spiegare perché lo fate infastidisce e basta chi vi segue.

Se postate un link, cercate di non rivelare tutto quello che c’è dentro. Anche perché se no che ci mettete a fare il link nel tweet?

Non annoiate e non deprimete la gente. Su Twitter come nella vita reale.

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