Twitter giocherà un ruolo decisivo nelle prossime elezioni? Potrebbe. Potrebbe perché con quello che è successo siamo tutti più influenzabili. Potrebbe perché Twitter può essere un’arma di persuasione di massa e, se non è uno strumento per conquistare voti, è un formidabile strumento per perderli. La vicenda di #sucate potete starne certi che la racconteremo ai nostri nipoti.

L’altro giorno Blogmeter ha diffuso un’analisi dei tweet postati durante le primarie della sinistra. Quelli relativi ai due principali sfidanti, Bersani e Renzi, sono stati positivi rispettivamente per il 54 e 55 per cento. Vuol dire poco, ma vuol dire qualcosa. Vuol dire che c’era gente che apprezzava quello che questi politici dicevano e altri che li criticavano. Ancora più interessante è stato il fatto che l’hashtag più usato per identificare le discussioni non è stato quello ufficiale, #ilconfrontoskytg24, ma quello promosso da @nomfup (blog politico con 15K follower), ossia #csxfactor. Significa che la gente su Twitter non si beve quello che le dici, ma fa di testa sua. E questa è solo l’ennesima conferma.

A twittare sono stati in 21.072 e i loro tweet sono stati visti potenzialmente 180 milioni di volte. Sulla base di questi numeri politici e broadcaster, anche se per fini diversi, non possono più ignorare i segnali provenienti dagli utenti attivi della rete, sia per comprenderne le opinioni che per ricevere nuovi stimoli ha commentato Vincenzo Cosenza, aka Vincos, social media strategist di Blogmeter.

Ho chiesto a Vincenzo se gli utenti di Twitter siano interessanti in fase di campagna elettorale, perché capaci di muovere votiNon ho basi per dire che l’utente di Twitter sia più significativo di quello che sta su Facebook – mi ha risposto - Sicuramente però avere una buona reputazione online e creare una relazione con le persone, anche attraverso i social media, si riflette sui comportamenti, fra i quali quelli di voto e di passaparola.

Se coinvolgere ventimila persone su Twitter significa potenzialmente esporre il proprio messaggio in maniera così massiccia, lavorare sul medium per fare campagna elettorale ha il suo perché. Non dimentichiamo però che mai come in questo particolare periodo storico molti degli indecisi andranno a votare per quello che riterranno il meno peggio. E uno scivolone come quello di Sucate può rovinare la reputazione di un politico.