Nella giornata di ieri, un po’ in sordina, Twitter ha introdotto una funzione aggiuntiva al suo servizio: il supporto alle gif animate.
La notizia mi ha infuso lo stesso stato di gioia di chi apprende che deve sottoporsi ad una rettoscopia, ma prima di svelarvi la ragione, un po’ di storia su questo formato di file probabilmente sconosciuto a molti.

Il gif (Graphics Interchange Format) è un formato d’immagini digitali nato nel 1987 dalla scommessa tra informatici ubriachi di creare l’algoritmo di compressione di file grafici più idiota ed inutile dell’universo conosciuto (ed eventuali sistemi solari ancora ignoti).
Il gif infatti permette di visualizzare solo 256 colori alla volta che per l’epoca erano tantissimi (sul mio pc del tempo avevo ancora un monitor a fosfori verdi), ma che oggi – tra schermi retina, HD e qHD – stonano e fanno ribrezzo come una giarrettiera sulla gamba di mia nonna.
Tra un rutto e l’altro gli informatici responsabili di questa schifezza hanno però deciso di compensare il tallone d’Achille dei colori con una funzione innovativa: il gif, infatti, può essere usato per creare delle animazioni. Roba semplice, si capisce: filmati di pochi secondi – senza suono – che vanno a pesare più di un blueray con l’aumentare del numero di colori al loro interno.
In sostanza, dati i suoi limiti, il gif in passato è stato solo usato per creare bottoni e banner animati elementari nelle pagine web (adesso si usano Flash ed HTML5).
Ma torniamo a noi ed a Twitter dopo questo breve excursus. Dicevamo quindi che il gif è un formato che supporta pochi colori ma permette la creazione di brevi animazioni. Quale peste grafica, abominio di internet, trifolagonadi bidimensionale conosciamo che abbia queste caratteristiche? L’emoticon animata: Twitter sta per essere invaso di faccine animate, croce e delizia delle bimbeminchia. E moriremo tutti (forse anch’io).

Cordialità,
Il Triste Mietitore

(Foto by InfoPhoto)