Twitter ha aggiunto la possibilità di visualizzare le faccine anche sul web, inaugurando un #emojiparty che spazia dagli smile alle emoticon. Usarle – twittando da iPhone o Android – è molto semplice: il meccanismo non è diverso dall’inserimento in qualunque altra app. Gli utenti di Google non lo troveranno molto intuitivo, perché la tastiera virtuale del sistema operativo prevede che sia premuto per qualche secondo il pulsante d’invio (una caratteristica che trovo particolarmente scomoda), ma è solo una questione di abitudine.

In teoria, facendo copia e incolla, le faccine potrebbero essere inserite direttamente dal browser senza usare la tastiera dello smartphone: alcune sono mostrate correttamente, altre meno. Google ha pensato a uno standard che inserisca le emoticon direttamente nei caratteri, però Twitter non lo supporta come neppure Facebook o altri social network. Ogni immagine occupa uno spazio dei centoquaranta disponibili, quindi è possibile inserire fino a 140 smile uno accanto all’altro se volete fare imbestialire subito i vostri contatti.

Non penso che riempire il proprio profilo su Twitter di faccine sia una buona idea, ma mentirei se sostenessi che non mi piacciono gli smile. Usate con cautela, le emoticon possono essere un diversivo per migliorare i tweet: spesso, essendo davanti a uno schermo, le parole scritte da un contatto possono essere fraintese e non c’è come usare un’immagine per dare una tinta d’ironia a frasi che possono sembrare offensive. Finalmente, anche l’interfaccia web mostra ciò che altrimenti sarebbe stato sostituito da un quadratino vuoto.

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