Qui da noi hanno provato a usare Twitter per monitorare il traffico legato a questo o quel candidato alle primarie del centrosinistra, salvo poi rendersi conto che il buzz non era traducibile con più voti e che più che a sondare l’umore di un certo tipo di persone Twitter non serve (vi consiglio comunque la lettura del post di Emanuela Zaccone e Max Spaziani su Chefuturo). Negli Stati Uniti, dove per altro l’uso del social network è decisamente più diffuso, la Nielsen ha annunciato di aver chiuso un accordo con Twitter per creare quello che è stato definito un Social TV rating.

Di che si tratta esattamente? La Nielsen si occupa di ricerche di mercato, di mettere in correlazione cosa guarda la gente e cosa compra. Si tratta di una presa d’atto del fatto che la gente guarda la tv con un secondo schermo in mano o sulle ginocchia. Chloe Sladden, vice president of media di Twitter, lo dice ancora più apertamente: Twitter è il luogo dove le conversazioni sulla tv accadono in tempo reale. Nielsen è il punto di riferimento per i network per distribuire contenuti migliori ai telespettatori e risultati puliti a chi si occupa del marketing.

Nello specifico, il Social TV rating sarà il primo strumento per misurare l’audience totale per l’attività delle social TV, per calcolare cioè quanti partecipano alla conversazione sul social network e quanti sono esposti a questa.

Una settimana fa vi raccontavo come Facebook voglia acquisire gli strumenti per fare pubblicità come Google. Faccialibro ha già testato il modo di dimostrare alle aziende che abbiamo comprato prodotti di cui abbiamo visto la pubblicità su Facebook. La combinazione fra Twitter e la TV non è ancora chiaro cosa possa innescare, ma certo spinge in quella direzione. Più pubblicità su Twitter? Magari no. Più pubblicità calibrata per gli utenti di Twitter? Nì, direi, visto che al momento sono sempre e comunque una minoranza. Twitter infatti ha poco più di 140 milioni di utenti attivi, i quali però scambiano un miliardo di tweet ogni due giorni e mezzo. In Italia 3,3 milioni di persone lo usano almeno una volta al mese, secondo quanto riportato da Vincos. Fatto sta che il binomio pubblicità e social media è sempre più stretto.

Se il tema vi appassiona, vi consiglio anche a lettura del post di Futura Pagano su AdEspresso, la ricetta italiana per l’adv su Facebook.

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