Twitter chiude, o potrebbe farlo presto, perché va parecchio male. La gente è fuggita e non lo usa più. A sostenerlo è stato negli scorsi giorni The Atlantic, con un interessante post a proposito in cui si prendevano a riferimento gli ultimi dati sul crollo della crescita degli utenti attivi e delle timeline viste. Ergo, suggeriva The Atlantic, il sito sta perdendo di interesse e presto morirà. Anzi, è già morto.

A confutare questa tesi è arrivato un bel post di Slate, in cui si spiega per filo e per segno perché e per come Twitter non è più un social network, cosa che per altro vado ripetendo da tempo. E non sono l’unico. Twitter è uno strumento di informazione, utilizzato dalla gente e soprattutto dai VIP per comunicare con il mondo esterno. Non conta tanto e solo quante persone vedono un tweet su Twitter: Obama non ha mica twittato questa foto qui sopra a esclusivo uso e consumo dei suoi utenti su Twitter. La foto ha fatto il giro del mondo, così come il selfie degli Oscar di Ellen Degeneres. Twitter non è un social network, ma una social media platform, con l’accento sulle parole media platform. È qualcosa di più simile alla TV di quanto non possa sembrare.

Un altro interessante post sul tema è stato pubblicato su Buzzfeed da Charlie Warzel, che consiglia a chiunque avesse l’impressione che Twitter sia diventato un mortorio di dare un’occhiata alla tab “activity” di Tweetdeck, che poi sarebbe l’equivalente di “notifiche” di Twitter.com. Ecco, qui ci sono tutte le attività dei nostri follower. Altro che mortorio: se anche la gente non twitta è egualmente attiva sul network, che viene usato più per diffondere contenuti e news, scoprire cose interessanti da leggere, rilanciare contenuti, che non per discutere dei temi che ci appassionano. D’altra parte, per quelle discussioni c’è Facebook. O Google Plus, un altro morto che cammina.