I cinguettii non possono essere disturbati continuamente dallo spam. E’ questo il pensiero del fondatore di Twitter che ha deciso di passare alle maniere forti denunciando due persone e tre siti internet che sfruttano gli hashtag per tempestare gli utenti di messaggi pubblicitari. Chi sa cos’è lo spam su Twitter? Fino a poco tempo fa si pensava che la piattaforma di microblogging fosse davvero estranea allo spam, alla spazzatura che invece imperversa nelle caselle di posta elettronica.

Invece alcuni siti internet hanno trovato il modo di infestare anche la realtà di Twitter. In pratica, alcuni portali, monitorano l’uso di una serie di parole chiave. Non appena appare l’hashtag definito, l’utente che l’ha usato è inserito nella lista delle persone “seguite” e si risponde ai cinguettii con messaggi pubblicitari e di spam.

Questo comportamento decisamente poco corretto, ha saturato la pazienza di Jack Dorsey che ha enunciato TweetAttacks, TweetAdder, TweetBuddy e poi anche James Lucero di justinlover.info e Garland Harris di troption.com.

Purtroppo il modo di fare spam degli accusati ha fatto scuola anche in aziende che con lo spam hanno poco a che fare. Una di queste è la Toyota che ha spammato con messaggi pubblicitari, tutti i cinguettatori che citavano le squadre partecipanti al Super Bowl americano.