Twitter sembra aver messo gli occhi su Spotify e Pandora, Google è pronta ad acquisire Songza, Apple si è già comprata Beats. Il mondo della musica digitale sembra essere pronto a una nuova vita, alla faccia di quelli che temevano l’implosione del settore a causa della pirateria informatica. Il fatto è che è cambiato il nostro rapporto con la musica: non più possesso, ma fruizione.

Dunque, Twitter sta valutando l’acquisto di Spotify (24 milioni di utenti) e Pandora (77 milioni di utenti solo negli Stati Uniti), secondo quanto riportato dal Telegraph. Questo perché l‘acquisto di Soundcloud è stato bocciato per via dei bassi profitti che arriverebbero dalla pubblicità audio. A rinnovare l’interessante di Twitter verso la musica in streaming sembra essere stato l’acquisto di Beats da parte di Apple. Twitter per altro si era già lanciata in questo settore con una propria, poi chiusa, Twitter Music.

Google, che in questo mercato è già ben posizionata con Google Music, avrebbe invece messo gli occhi su Songza, come riportato dal New York Post. Songza è un’app che consente di fare streaming e discovering. Un diretto rivale di Spotify, ma ancora all’inizio, tanto che si parla di un valore intorno ai 15 milioni di dollari, mentre Spotify e Pandora stanno sui 4–5 miliardi di dollari.

Entrambe le mosse di Twitter e Google seguono l’acquisto di Beats da parte di Apple e le voci di corridoio che vogliono Apple puntare forte su Beats Music, il servizio di musica in streaming offerto da Beats (per ora solo in USA) e curato da professionisti del settore, in grado di offrire le migliori playlist.

Insomma, il concetto di musica digitale sta radicalmente cambiando il nostro modo di consumare il prodotto musicale. Il possesso non è più importante quanto la fruizione. Internet ha cambiato radicalmente il nostro modo di ascoltare musica e ci consente oggi di puntare ad ascoltare sempre più cose che ci piacciono, anche se non le conosciamo ancora, grazie alle selezioni di persone e o algoritmi. Aspettiamoci quindi grandi battaglie in questo settore: la cura e creazione delle playlist musicali può avere un futuro radioso com’è stato quello delle radio, a cui di fatto andrà a fare le scarpe (almeno in parte).

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