Se siete abituati a leggere i testi ad alta voce, vi prego per questo articolo di non farlo. O almeno a volume bassissimo, sussurrato e possibilmente – se la natura vi ha dotato di tale equipaggiamento – con le mani nelle palle. Ok, ecco l’oggetto della riflessione, detto proprio piano piano: non pare anche a voi che dall’inizio dell’anno gli hashtag delle bimbeminchia nei Trend Topic di Twitter siano quasi spariti?
Prima di tutto qualche definizione per i profani:

  1. Trend Topics o Tendenze: i 10 argomenti (sia hashtag che parole chiave) più discussi su Twitter al momento. Nel client per smartphone sono accessibili dalla tab Scopri: cliccandovi sopra si possono visualizzare i tweet degli utenti sull’argomento, con precedenza per quelli più letti e quindi presumibilmente più autorevoli. E’ insomma un buon modo per sondare gli umori della rete e dibattere su fatti d’attualità, di cronaca o programmi tv in onda.
  2. Hashtag “tradizionale”: una etichetta che si assegna al proprio tweet per inserirlo in una discussione. Solitamente è il più corto possibile per non mangiare troppi caratteri al messaggio, che è poi quello che conta.
  3. Hashtag delle bimbeminchia: frasi chilometriche che seguono un cancelletto inneggianti qualche cantante o band musicale da teenager, rigorosamente in inglese. Alcuni esempi: #WeWillAlwaysSupportJustinBieber, #ItalianDirectionersWillAlwaysLove1D, #JustinBieberIsTheBestSingerInTheWorld e via discorrendo. La differenza rispetto all’hashtag tradizionale è che il messaggio e la propria opinione si trovano nell’hashtag stesso (ecco spiegata la lunghezza) e non nel tweet di accompagnamento, che a volte manca o è una esortazione a “fare girare il messaggio“. Altra caratteristica è la ripetizione ossessiva del messaggio stesso, a volte in diverse versione che si differenziano solo leggermente le une dalle altre, per appunto farlo finire in cima alla lista delle Tendenze.

Ogni santo giorno del 2013 chi accedeva alla pagina dei Trend Topics trovava sempre almeno 4 o 5 hashtag delle bimbeminchia, lì ad occupare spazio a discussioni magari più divertenti o importanti dell’apprendere con amarezza che in Italia le teenagers hanno gusti musicali discutibili.
Poteva scoppiare la Terza Guerra Mondiale, cadere il governo, l’uomo andare a piedi su Giove che nelle Tendenze non riuscivi a trovare #WorldWar3, #Governo o #Giove, ma solo #JustinBieberIsSoSexy, #OneDirectionsAreSoCuteThatIWannaHugThemAll e #MarioCartaIsTheNewFrankSinatra (perché anche l’Italia ha cantanti esecrabili). Puro spam e vandalismo informatico, visto che lo scopo non è generare una discussione, ma fare notare il messaggio a qualche entità sovrannaturale che osservi Twitter (nelle intenzioni di chi lo twitta il cantante tirato in ballo, che nel frattempo magari si sta facendo arrestare per eccesso di velocità, guida in stato di ebrezza e corse clandestine d’auto).
Nel 2014, ma diciamolo sempre a bassa voce dato che siamo solo a gennaio, la situazione sembra essere migliorata.
Questi hashtag non sono proprio spariti, ma quasi: ne vediamo uno al giorno e solo per poche ore. Inoltre appaiono solo in circostanze giustificate: l’uscita di un nuovo album o fatti di cronaca che coinvolgono la band del cuore (tipo Justin Bieber che finisce in galera per eccesso di velocità, guida in stato di ebrezza e corse clandestine d’auto). Cosa potrebbe essere successo? Provo a fare alcune ipotesi:

  1. Il miracolo: le adolescenti italiane hanno iniziato ad apprezzare buona musica, rinnegando i loro precedenti idoli. Questa la scarto subito perché poco plausibile: chi ha ascoltato anche solo una volta gli One Direction si ritrova poi con un orecchio musicale irrimediabilmente compromesso, che non gli permette neppure di cogliere le sfumature tra un peto secco ed uno con sgommata.
  2. Le bimbeminchia hanno riscoperto il fascino di carta ed inchiostro e, invece di intasare la rete come una toilette dopo il cenone di capodanno, stanno mandando miliardi di letterine ai loro cantanti preferiti, esattamente facevamo noi quando internet ancora non esisteva.
  3. Le loro insegnati, incarognite dai tagli all’istruzione che il governo vara ogni due giorni, si stanno sfogando su di loro riempiendole di compiti ed interrogazioni sorpresa, costringendole quindi a passare la giornata a studiare, altro che Twitter.
  4. I messaggi di sdegno dei loro haters (cioè noi che critichiamo questi hashtag tanto lunghi quanto inutili) hanno finalmente fatto breccia nelle loro coscienze e si stanno dando una regolata.
  5. Twitter ha finalmente dotato il suo sito di un’algoritmo di controllo di quello che finisce in Tendenza.

In tutta sincerità vi dico: qualunque cosa sia, spero duri almeno tutto l’anno.

Cordialità,
Il Triste Mietitore