Twitter fa causa al governo degli Stati Uniti, nonché alla FBI, perché ritiene che violi il primo emendamento: con una lettera aperta il responsabile dell’ufficio legale Ben Lee spiega i motivi della denuncia – depositata in North Carolina – appellandosi alla trasparenza. Gli USA sono accusati d’impedire al social network d’avvisare i propri utenti sulle richieste inoltrate dalla NSA, come di quelle mai ricevute. Un caso che riporta l’attenzione della stampa sul cosiddetto Datagate svelato dalle dichiarazioni di Edward Snowden.



È a rischio la libertà di parola e d’espressione, perché gli amministratori non possono informare gli utenti di quanto preteso dalle autorità federali. Il problema di Twitter è costituito dal Dipartimento della Giustizia, che con le proprie regole impedisce di comunicare agli interessati d’essere oggetto di osservazione da parte delle istituzioni: anche gli altri social network come Facebook oppure Google+ sono soggetti alle stesse restrizioni e non è escluso che a questa denuncia possano farne seguito delle altre da parte loro.

Ecco perché la missione di Snowden non è affatto conclusa e servono ancora degli strumenti come Tails [vedi gallery] per evitare le intercettazioni. La lotta per la trasparenza è una battaglia condivisa tanto dagli amministratori di Twitter, quanto dagli utenti del social network: il Freedom Act introdotto nel 2014 – a seguito dello scandalo del Datagate – è un punto di partenza, ma non ha risolto definitivamente il problema. Una questione che riguarda anche l’Europa dove Angela Merkel aveva già espresso le proprie perplessità.

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