Qual è il trend che, partendo dai social network, potrebbe costituire il futuro dell’informazione sul web? Sono le card, secondo Paul Adams che lavora al Content Management System (CMS) di Intercom: è stata Twitter a “elevarne” la dignità e tutti – da Google ad Apple, passando per Spotify – hanno recepito il messaggio. I link non bastano, perché la information overload ha saturato il web di collegamenti che esauriscono il proprio ruolo in pochi secondi e le card forniscono quel «più» di senso che può fare davvero la differenza.

Se siete appassionati di tecnologia, ad esempio, è probabile che la maggioranza dei contatti che avete aggiunto s’occupi del settore — quanti link visitate quotidianamente? Meno di quelli effettivamente condivisi sui social network, immagino. E qual è il criterio di selezione? Per quanto mi riguarda, le Twitter Cards costituiscono un grande discrimine. Possono mostrare le applicazioni recuperabili da iTunes a Google Play e, soprattutto, il riassunto e i contenuti multimediali degli articoli pubblicati sui portali d’informazione.

Altri due casi di successo delle card sono Pinterest, che ha incluso i dettagli per le ricette gastronomiche o altri contenuti fotografati, e Google Now: cercando un luogo con Android, gli utenti ottengono subito le informazioni sul traffico e il meteo — oltre alla navigazione satellitare. Sono d’accordo con Adams, quando sostiene che le card siano «il futuro del web», ma non credo che siano applicabili a qualunque sito. È una caratteristica propria dei social network, che sui blog non avrebbe senso. Tutti possono beneficiarne.