Se ti sei iscritto su Twitter fai automaticamente parte della Resistenza, “Terminatormente” parlando: il noto social network dai caratteri contati ha infatti dichiarato che tra i suoi utenti attivi ben 23 milioni sono composti da bot.
Parlando di bot non mi riferisco ad investimenti in Buoni del Tesoro che rendono meno che lasciare i soldi sotto il materasso, ma a dei programmi che pubblicano contenuti in automatico senza che vi sia un essere umano dietro la tastiera.
Ci sono bot e bot ovviamente.
Alcuni sono degli script che girano sui server dei siti web e twittano il link dei nuovi articoli sul loro profilo ufficiale: una valida alterativa ai feed rss usata da molti, specie da quando Google Reader è morto.
Poi ci sono dei bot “umoristici” che scandagliano Twitter alla ricerca di parole chiave alle quali rispondono con un divertente messaggio preimpostato: provate ad esempio a postare “It’s over 9000″ e se siete fans di Dragon Ball apprezzerete la menzione che vi arriverà.
Infine ci sono dei bot con scopi diversi dai precedenti. Si tratta di profili (che alcuni novelli Cacciatori di androidi stanno raccogliendo in liste apposite) modellati, per aspetto e comportamento, come se dietro ci fossero delle persone vere. Hanno una foto del profilo solitamente rubata a qualche ignaro utente Facebook, ti seguono, twittano copiando testo (sensato) qua e là, retwittano ma non menzionano. I loro scopi sono due: raggiungere una massa di followers (reali) e vendere il profilo “ripulito” su eBay (c’è gente disposta a pagare qualche centinaio di euro) e spammare abbestia contenuti di altri account (che si suppone paghino il programmatore che tira i fili dietro le quinte) o i classici link truffa.
Il sistema chiaramente è così evoluto che è diventato difficile distinguere questi bot dagli utenti reali e alcuni li hanno smascherati solo perché usavano come foto del profilo quella di qualcuno che conoscevano. E l’algoritmo che li muove è in costante miglioramento.
Guardiamo in faccia la realtà: nella guerra umani contro bot, siamo destinati a perdere.
Un bot ti segue e non fa domande.
Un bot non ti critica per un tweet ironico o si lancia in polemiche interminabili.
Un bot ti retwitta.
Un bot seleziona i tweet più interessanti e li fa propri, dando sempre il meglio.
Un bot in sostanza, a parte il vizietto di spammare, è il follower ideale che tutti vorrebbero avere.
Ce ne fossero di utenti così.

Cordialità,
Il Triste Mietitore

photo credit: Javier Piragauta via photopin cc