Negli ultimi mesi si è molto discusso di Klout, l’app che vorrebbe assegnare un valore a noi tutti sulla base della nostra presenza nei social network. Il tema della misurazione dell’influenza online l’abbiamo già trattato, ma oggi ci tocca tornarci perché Twitter ha deciso di assegnare un prezzo ai nostri tweet.

Ok, non è proprio o ancora così, ma quasi. Nei prossimi giorni, come ha spiegato Arne Roomann-Kurrik sul blog degli sviluppatori di Twitter, verrà attribuito un valore di interesse ai nostri tweet. Inizialmente si parlerà solo di tweet dal valore nullo, basso o medio, mentre più avanti si capisce che verrà introdotto il concetto di alto. I valori medio e alto rispecchieranno più o meno il concetto di top tweet già applicato nelle ricerche sul nuovo motore di ricerca di Twitter. Questo dovrebbe servire anche agli sviluppatori di terze app per eliminare il rumore dalle ricerche compiute tramite il proprio software.

Il valore dei nostri tweet non sarà pubblico, ma si tratterà di una voce inserita all’interno delle API di twitter. Quindi sì, sarà pubblico in un certo senso, ma non dovrebbe essere visibile a chi legge il tweet su Twitter o altrove, a meno che lo sviluppatore non decida di includere la voce nell’app.

Se ogni nostro tweet ha un valore questo equivale a dire che ha anche un prezzo. Perché se negli ultimi mille tweet miei 900 sono di valore alto e negli ultimi mille tuoi non ce n’è neppure uno è evidente che, almeno per come la vede Twitter, io sono più influente di te. Siccome ci vuole poco a fare questo conto, è facile capire la strada che sta per prendere Twitter e l’utilità che i brand trarranno da questo strumento.