Sono ben 235mila gli account che Twitter ha deciso di bloccare negli ultimi sei mesi perché in qualche modo legati al terrorismo, sia perché applaudivano agli attentati o promuovevano attivamente lo Stato Islamico.

È stata la stessa società ad annunciarlo in un comunicato stampa, a riprova del proprio rinnovato impegno contro l’uso del social network per promuover i più vari estremismi. In una dichiarazione ufficiale la compagnia ha dichiarato di condannare con forza gli atti di terrore che sono aumentati nel mondo e di voler fare di tutto per eliminare la promozione della violenza e del terrorismo dalla piattaforma.

Dalla metà del 2015 – ovvero da quanto è partita questa campagna anti-terrorismo – sono in tutto 360mila gli account bloccati da Twitter.

L’iniziale supporto totale a favore della libertà di parola ha attratto non solo bulli, razzi e violenti, ma anche gruppi estremisti e simpatizzanti di organizzazioni terroristiche, che si sono servite del social per lanciare i loro messaggi d’odio in modo più veloce e semplice rispetto al rivale Facebook, più attento ai contenuti dei post pubblicati.

La totale libertà di parola è stata dunque messa in discussione, e mentre Twitter riconsidera i propri parametri non c’è però stato dubbio alcuno sulle misure da prendere contro la promozione del terrorismo, tanto che le sospensioni di account legate a questo argomento sono aumentate dell’80% nell’ultimo anno, con comprensibili picchi dopo gli attacchi terroristici.

Per far ciò Twitter ha incrementato le dimensioni dei team che si occupano di analizzare i report di violazioni delle norme d’uso, con controlli successivi sulle richieste di iscrizione di account sospetti. Ma il lavoro da fare è praticamente senza fine, come hanno ammesso i vertici nel comunicato stampa: “Non c’è un algoritmo magico in grado di scovare contenuti terroristici su internet. Per questo continueremo a investire nella tecnologia e a impegnarci sempre più”.