Twitpic ha chiuso i battenti, cedendo alle pressioni di Twitter che minacciava una battaglia legale sul marchio depositato dalla startup di Noah Everett. Tuttavia, il dominio e le foto – che rischiavano d’andare perdute – resteranno online: il social network ne ha ottenuto il controllo, garantendo la riservatezza dei dati personali degli utenti e continuando a mantenere il sito in sola lettura. È l’epilogo d’una vicenda iniziata il 5 settembre scorso, quando il CEO aveva annunciato per la prima volta la chiusura. Avvenuta ieri.

Prima che Twitter introducesse la possibilità di caricare le foto dalle app per iPhone o Android e sul web, Twitpic è stato un punto di riferimento per gli utenti: già nel 2008 permetteva la condivisione delle immagini nei tweet attraverso un link al proprio sito. Il brevetto contestato, invece, è stato registrato nel 2009. Gli scatti potevano essere esportati dagli iscritti fino al 25 settembre – data ipotizzata inizialmente per la chiusura – e resteranno online fino a nuovo ordine. Le applicazioni ne hanno rimosso il supporto.

Curiosamente, TweetDeck è stata una delle prime app a permettere l’upload delle foto su Twitpic: acquisita proprio da Twitter, l’applicazione ha avuto una sorte analoga. Ritirata da App Store e Google Play, resta accessibile sul web e come estensione per Chrome. Il social network somiglia sempre più a Facebook – anche nella politica nei confronti degli sviluppatori – e tende ad accentrare il controllo dei contenuti pubblicati dagli utenti. Il “pionierismo” della prima ora, che ne ha costruito l’ecosistema, è un ricordo lontano.

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